La dialettica torna «vivace» sulla linea Pezzotta

15/09/2003

      sabato 13 settembre 2003

      Cisl e dintorni

      Felicia Masocco

      ROMA Il vertice tra Cgil, Cisl e Uil su pensioni e Finanziaria alla fine si farà.
      L’incontro chiesto più di una settimana fa dal segretario della Cgil è fissato per lunedì, Epifani, Pezzotta e Angeletti si vedranno per fare il punto sull’offensiva del governo in
      materia previdenziale e in vista della manovra economica con l’obiettivo di elaborare proposte comuni. A confermare l’incontro è il leader della Cisl Savino Pezzotta che continua a definire «lontana» l’unità sindacale preferendo come fa da tempo parlare
      di «convergenze». «Se sono possibili, va bene, se non ci sono, pazienza.
      Non sono obbligato, tra noi (con la Cgil, ndr) esistono divergenze, ma io ricerco le convergenze. Non l’unità, che vedo molto lontana». Contatti tecnici tra i tre sindacati ci sono stati ieri anche sulla riforma del mercato del lavoro, è infatti attesa a breve la firma dei decreti attuativi da parte del Capo dello Stato e in casa Cisl non si fa mistero di voler avviare una nuova fase sull’argomento improntata sulla riduzione del danno, cercando cioè di ottenere attraverso un accordo interconfederale qualche garanzia per i lavoratori consegnati alla flessibilità con la selva di tipologie contrattuali introdotte dalla riforma.
      È noto che la legge 30 è stata molto appoggiata dalla Cisl, meno noto è che essa sta diventando oggetto, con altri, di una vivace dialettica all’interno del sindacato di Pezzotta.
      La linea del leader è criticata da più parti, da alcuni segretari confederali, da alcune importanti strutture sia di categoria che territoriali. Il segretario confederale Raffaele Bonanni che forse più di altri si è esposto con il governo in occasione del Patto per
      l’Italia di cui la riforma è una derivazione, ora – a sorpresa – intende battersi
      per migliorarla. I maligni dicono che Bonanni stia strumentalizzando la materia per opporsi al segretario generale, e in occasione di riunioni di segreteria (in particolare la penultima) pare che il dibattito tra i due sia stato piuttosto acceso e lo stesso sarebbe accaduto nella riunione con le strutture che si è tenuta ai primi di settembre.
      Che gli ex d’antoniani stiano rialzando la testa nel tentativo di condizionare il leader e far cambiare marcia alla Cisl dopo una gestione pressoché monolitica da parte del numero
      uno? Che torni a pesare la vecchia questione della mancata nomina di Bonanni a segretario generale aggiunto particolarmente caldeggiata dall’ex segretario ora esponente dell’Udc? Qualcuno in Cisl è disposto a pensarlo. Ma i più non si sbottonano e molto diplomaticamente riconducono le discussioni che pure ci sono nell’alveo di un confronto fisiologico. Dialettica che, a proposito della legge 30, coinvolge non solo l’ala
      d’antoniana, ma anche strutture di categoria come i metalmeccanici e la funzione pubblica, e territoriali come il Veneto ad esempio. E pensa ad una «nuova fase» anche l’area della sinistra cislina che a proposito della riforma del mercato del lavoro (e in
      sintonia con Bonanni) preme per «forzare» sugli spazi contrattuali visto che – si riconosce – alcuni emendamenti sono stati accolti e altri no.
      «Forzare», dunque. Il che comporta due cose, riaprire il fronte con questo governo con cui in via Po si comincia a pensare di aver dialogato troppo, e tentare più di quanto abbia
      fatto Savino Pezzotta un percorso comune con la Cgil. Quanto ai pensionati, l’organizzazione che ha in assoluto più iscritti dentro la Cisl, il segretario Antonio Uda è sceso in campo pubblicamente con un intervento su Conquiste del lavoro e ha criticato il “pacifismo” della Cisl nei confronti del governo, una dura presa di posizione argomentata con i grossi sacrifici che la politica economica di Berlusconi sta portando a chi vive di pensione.
      Le divergenze tra le diverse componenti, le critiche alla linea di Pezzotta troveranno probabilmente una sintesi in occasione dell’assemblea programmatica del 20 novembre
      e prima ancora nelle assemblee regionali e in quelle delle categorie. Per il segretario del sindacato cattolico si tratta di una verifica, quantunque la sua leadership non pare possa
      subire scossoni. Nessuno in Cisl azzarda tanto, anzi, tra gli uomini della segreteria si tende a negare anche l’esistenza stessa della dialettica. Raffaele Bonanni che prima afferma «non intendo parlarne», poi aggiunge: «La dialettica non esiste e se ci fosse non sarebbe nulla di sbagliato.
      In Cisl è sempre stata il perno per poi fare le scelte». Tutto in «linea con la tradizione», dunque. E parla di «confronto fisiologico» Giorgio Santini, altro membro di segreteria
      «leggervi altro – afferma – mi sembra eccessivo, davvero una forzatura».