La destra ha perso il trend – di Furio Colombo

28/05/2002



La destra ha perso il trend
di 
Furio Colombo


 Ci sono voluti nove minuti, e un lungo monologo di Berlusconi che ha vantato di tutto, dai lavori alle fioriere di Pratica di Mare al summit della Nato e ai suoi personali meriti politici nell’averlo reso possibile, prima che il Tg Uno ci facesse sapere qualcosa delle elezioni che domenica e lunedì hanno chiamato alle urne dodici milioni di italiani. Ci sono volute quattro ore perché la Rai e il suo nuovo fornitore di exit poll e proiezioni, Nexus, si schiodassero da tre soli dati. Uno, il più clamoroso, riguarda Genova. Genova, ricordate? la città del G8, dove i «comunisti» avevano messo a ferro e fuoco le strade con la complicità del sindaco (così come ci aveva detto il ministro dell’Interno Scajola), Genova, testardamente, ha rieletto lo stesso sindaco, Giuseppe Pericu, con il sessanta per cento delle preferenze.
Ma nel Tg1 Genova è venuta dopo Pratica di Mare, dopo Berlusconi, dopo l’elenco dei meriti autocertificati del premier, e dopo una decina di altri risultati in cui, su per i monti e giù per i mari, si erano messi insieme un po’ di risultati positivi per il centro destra.
Il fatto è che di Genova bisognava parlare perché era una riconferma di un buon governo, era la città dell’immensa partecipazione di giovani nei giorni del G8, ed era la prima clamorosa vittoria del centro sinistra dopo l’inizio dell’ininterrotto monologo di Berlusconi.
Ci vuole Francesco Pionati, il predicatore caro al presidente del Consiglio, per dire che «il centro sinistra tenta di dare una interpretazione sfavorevole al governo». E tocca allo stesso Pionati avvertire quei milioni di italiani che sono andati a votare per le elezioni comunali che «non contano. Conta di più il vertice di Pratica di Mare». Lo ripetono le stesse fonti che vedono in ogni critica una «delegittimazione» delle elezioni e degli eletti, se hanno vinto loro.
Passa Bossi sullo schermo e avverte, contro quel poco che abbiamo visto fino ad ora, che «La Lega avanza, e con la Lega il cambiamento». Eppure non si notano segni di alcuna clamorosa o nuova affermazione del mini-partito secessionista che controlla il video (ma non il voto) con tre ministri tra i più dannosi al Paese.
C’è la vittoria del centro destra a Reggio Calabria. E non importa che, per vincere, ci sia voluta la morte del leggendario sindaco del centro sinistra Falcomatà. Resta una sconfitta importante e bruciante. E c’è il dispiacere grande di non avere riconquistato Parma. Ma pur di non parlare di Genova, di Brindisi, di Pistoia (altra vittoria al 60 per cento), di Ancona (65 per cento), e di Verona, Alessandria, Asti, in cui le amministrazioni uscenti di destra non hanno vinto e in cui i ballottaggi sembrano favorevoli al centro sinistra unito, ecco che il Tg 2 allunga la parte «Pratica di Mare» con «indiscrezioni dell’ultimo momento sul filetto servito a tavola insieme al Brunello di Montalcino».
E siamo al «flusso dei dati» di questa mancata vittoria del centro destra, di questa prima occasione di intercettazione e frenata della coalizione di governo, soltanto dodici minuti dopo l’inizio di quel telegiornale. E allora si capisce che l’importante era di non parlare di questo trionfo mancato per cui era già pronto e resterà inutilizzato un deposito di aggettivi, iperboli, complimenti e autocongratulazioni che Berlusconi avrebbe fatto a se stesso, circondato dai suoi opinionisti, dai suoi commentatori, dai suoi segretari televisivi, dalla folla dei sostenitori storici e di quelli appena arruolati, nelle televisioni di «mera proprietà» e in quelle di proprietà dello Stato.
E forse questa consegna di parlare di risultati elettorali tardi e male, è la vera ragione della clamorosa inefficienza della berlusconiana agenzia di sondaggi Nexus.
Saranno inadeguati, saranno stati ingiustamente premiati con la esclusiva dei sondaggi Rai. Ma non al punto di restare per ore senza dati, a schermi vuoti, come la sala stampa del ministero dell’Interno. Ieri sera un fatto evidente era ancora oscurato in tutte e sette le reti televisive controllate da Berlusconi: la destra non ha vinto, a sinistra ci sono stati risultati importanti o serie ragioni di speranza per i ballottaggi. Un anno di governo condotto attraverso il controllo di tutta l’informazione italiana, salvo pochi giornali, porta a constatare che il centro sinistra è vivo, esiste e respira libertà. La respira perché nessuno vorrà andare a dividere (per esempio nelle urne di Genova) il voto dei partiti, quello dei movimenti, quello di coloro che hanno preso da soli l’iniziativa di far sentire voce e opposizione, quelli di coloro che hanno partecipato alle dimostrazioni popolari che hanno segnato tutto l’anno di un governo distruttivo di centro destra.