La destinazione del «tesoretto» si deciderà a giugno

20/04/2007
    venerdì 20 aprile 2007

    Pagina 23 – Economia & lavoro

      La destinazione
      del «tesoretto» si
      deciderà a giugno

        Tra le ipotesi, l’aumento di 80-100 euro
        delle pensioni più basse. Il nodo «scalone»

          di Bianca Di Giovanni/ Roma

          VOCI «Sul tesoretto parlerà il premier o il governo nella sua collegialità: basta voci incontrollate». Fonti vicine al ministro Padoa- Schioppa non nascondono l’irritazione per le dichiarazioni – «carpite» al ragioniere generale dello Stato Canzio – da alcune agen- zie – sul provvedimento che destinerà le risorse aggiuntive. Sarebbero attesi due provvedimenti, «uno per le spese discrezionali che sono integrabili nel bilancio, cioè il disegno di legge di assestamento, e un altro per le spese che non sono integrabili, cioè che non hanno un’allocazione nelle voci di bilancio». Quest’ultimo provvedimento potrebbe essere un decreto legge in cui il governo deciderà la destinazione delle risorse disponibili. Da un punto di vista tecnico, nessuna novità: di norma si destinano le risorse extra in corso d’anno proprio in sede di assestamento. Tant’è che ripete la tempistica anche il sottosegretario Paolo Cento, ribadendo che le priorità sono le famiglie più deboli e le emergenze climatiche. Insomma, la partita si chiude tra giugno e luglio, tra l’assestamento di bilancio e la presentazione del Dpef. Certo, gli accordi ai tavoli possono anche arrivare prima, ma tecnicamente il provvedimento arriverà solo a inizio estate. E fino a quel termine le cifre saranno modificabili. Tanto più che alcuni si aspettano sorprese positive dai risultati dell’autotassazione: è probabile che il «gruzzolo» aumenti. In quel caso si farebbe strada lo sconto Ici, da inserire nel ddl sulle rendite. Per Via XX Settembre i numeri restano quelli annunciati dal ministro al tavolo di concertazione e già indicati nella Trimestrale: a welfare e pensioni 2,5 miliardi. Cosa si replica a Rifondazione, che ha già annunciato battaglia se la linea resterà questa? «Che bisogna essere seri e rigorosi – continuano i collaboratori di Padoa-Schioppa – Non si può allargare la borsa a luglio e poi restringerla a settembre con la Finanziaria». Per questo, argomentano, sui 10 miliardi complessivi verificati meglio destinare i 7,5 alla correzione del deficit, come ci chiede l’Europa. Va da sé che con 2,5 miliardi si impone una selezione dura. Al momento prende quota l’ipotesi di aumentare le pensioni più basse: si starebbe ipotizzando un aumento dell’assegno mensile tra gli 80 e i 100 euro. Un’altra misura sul tavolo riguarda gli assegni agli incapienti, che riceverebbero un bonus pari agli sgravi fiscali garantiti alle famiglie che pagano le tasse. Quanto ai precari, si punterebbe di più a rafforzare le misure presenti in Finanziaria. Resta la questione «scalone», che per la Ragioneria potrebbe anche restare dov’è. Ma lo «scalone» ha una forte valenza politica, ed è improbabile che il governo voglia lasciarlo.