La denuncia della Filcams: «Flessibilità? In questo settore ce n`è persino troppa»

09/02/2012

«Nei settori del commercio e dei servizi il posto fisso è\una chimera, altro che impiego noioso; la flessibilità è abusata, e continua l`aumento dei part time che costringono lavoratrici e lavoratori a contratti precari che non garantiscono una reale autonomia». Franco Martini segretario generale della Filcams cgi i, non usa mezze misure. Nel decennio dal 2000 al 2010, nel settore del commercio, sì è registrata una diminuzione dì circa 4Omìla occupati full time, ma sono aumentati i lavoratori che hanno prestato un numero di ore inferiore al tempo pieno, cioè part time. Sono diminuiti – prosegue il sindacato di categoria – i lavoratori indipendenti full time di 180mila unità (20%), mentre i lavoratori dipendenti crescono di 140 mila unità, con un saldo negativo di 40 mila unità, mentre in termini di occupati si evidenzia un saldo positivo 30 mila unità, tra i lavoratori indipendenti che lasciano (170mila unità) e i nuovi dipendenti (più 200mila unità). L`occupazione dipendente nel commercio al dettaglio in termini di occupati è stata quindi accompagnata da un più accentuato ricorso a forme di lavoro flessibile. Per le,imprese con più di 500 addetti, a partire dal 2005, il ricorso al part-time passa da circa il 39% a circa il 44%, un guadagno di 5 punti. Nel turismo, i lavoratori oscillano tra gli 800mila e il milione a seconda della stagione. I lavoratori dipendenti rappresentano il 60% della forza lavoro occupata, mentre il lavoro autonomo, nelle sue varie forme, pesa per circa il 33%. Il 40% dei lavoratori ha un contratto part time, e il 25% a tempo determinato (in entrambi i casi il doppio rispetto alla media nazionale). Tra l`altro il settore è caratterizzato da una forte presenza femminile (il 58% degli addetti, con una punta del 77% nell`intermediazione) e giovanile: sono oltre il doppio della media i lavoratori con meno di 24 anni.