La decontribuzione pagata dagli stranieri

03/03/2003


Lunedí 03 Marzo 2003
ITALIA-POLITICA


La decontribuzione pagata dagli stranieri

Previdenza - Le ipotesi di maggior gettito, dovuto agli extracomunitari coinvolti dalla sanatoria, potrebbe risolvere i problemi di cassa
Marco Peruzzi


La decontribuzione per i nuovi assunti sarebbe troppo onerosa? A sorpresa, la risposta potrebbe essere negativa. Basta considerare gli extracomunitari in via di regolarizzazione, che sono capaci, da soli, di finanziarne i costi per diversi anni. Già oggi i 452.800 extracomunitari regolarmente iscritti all’Inps e in attività garantiscono alle casse dell’Istituto entrate per 1,27 miliardi di euro annui nel 2003. In pratica, ciascuno di loro versa in media (con il concorso del datore di lavoro) 2.821 euro all’anno. E se agli extracomunitari regolari si aggiungono i 697mila per i quali pendono la pratiche di sanatoria (e che, nel frattempo, devono comunque versare i contributi previdenziali) le cifre sono destinate ad aumentare di molto. Infatti, anche considerando – sulla base delle precedenti sanatorie – un 13-15% di domande respinte, per l’Istituto le regolarizzazioni procureranno un maggior gettito di 1,7 miliardi di euro (di cui 1,55 per lavoro dipendente), così che il complesso dei contributi versati dagli extracomunitari in attività passerà a quota 2,97 miliardi di euro nel 2003. Entrate aggiuntive sufficienti, da sole, a coprire i costi della decontribuzione per i neoassunti prevista dal disegno di legge delega di riforma del sistema pensionistico approvato la settimana scorsa dalla Camera e in attesa del via libera anche del Senato. Proprio contro la decontribuzione si sono concentrate le critiche dell’opposizione, che durante il voto a Montecitorio hanno abbandonato l’Aula, e dei sindacati, alla ricerca di forme di protesta unitarie. Sotto accusa i costi e, in prospettiva, il rischio previdenziale per i lavoratori beneficiari. A sindacati e opposizione non basta la correzione introdotta al testo originario del disegno di legge in base al quale la decontribuzione non varierà più tra il 3 e il 5 per cento, ma potrà oscillare tra lo 0 e il 5 per cento. Non piace, poi, la promessa del ministro del Lavoro, Roberto Maroni, intenzionato a ristabilire il livello iniziale o attraverso un emendamento al Senato o, addirittura, nei decreti delegati. Rielaborando i dati dell’Inps si scopre però che la sanatoria potrebbe finanziare anche la decontribuzione più elevata, quella del 5 per cento.