La cultura dell’hamburger trionfo del gusto omologato, Silvio Barbero, vice presidente di Slow Food La Repubblica 15 ottobre 2000

La Repubblica 15 ottobre 2000

"La cultura dell’hamburger
trionfo del gusto omologato"

Silvio Barbero, vice presidente di Slow Food


ROMA (d.o.) – "In questo momento di globalizzazione, omologazione del gusto e distruzione delle biodiversità, è importante difendere le tradizioni alimentari che ogni singolo territorio esprime – afferma Silvio Barbero, vicepresidente di Slow Food, l’associazione enogastronomica nata con l’obiettivo di tutelare il patrimonio artigianale e gastronomico italiano – Il cibo è un importante elemento culturale della nostra vita".
Cosa rimproverate a McDonald’s?
"Principalmente proprio l’omologazione del gusto, lo spingere i consumatori a mangiare lo stesso hamburger a Tokyo, a New York, a Helsinki o Palermo. Non crediamo che questa impostazione dell’azienda garantisca qualità nel rapporto culturale tra uomo e cibo. Difendere la biodiversità in campo alimentare e enogastronomico, significa tutelare da un lato storia e tradizioni del territorio ma anche la stessa qualità del prodotto. Un panino McDonald’s non crea sensazioni, è impossibile ricercare il "suo territorio"".
La vostra, allora è soprattutto una critica culturale.
"Non solo. Un prodotto composto da carni di tutto il mondo, che subiscono processi di trasporto, congelamento e trasformazioni varie, sicuramente, perde determinate, ed importanti caratteristiche organolettiche. Ci sono anche fattori economici: spariscono osterie, trattorie e tante produzioni artigianali locali. Senza dimenticare che nei ristoranti McDonald’s non lavorano cuochi: passeranno alla storia della gastronomia anche per aver cancellato tali figure professionali".