La cultura batte la spiaggia

13/11/2002

ItaliaOggi (Turismo)
Numero
269, pag. 14 del 13/11/2002
di Andrea G. Lovelock


È la sorprendente analisi dell’ufficio studi Enit, che si basa sui dati dell’Istat.

La cultura batte la spiaggia

Nell’interesse di molti turisti che visitano l’Italia

Da tempo gli operatori del settore invocano dall’Enit monitoraggi e statistiche che, a dire il vero, non gli competono: a chiarirlo è il responsabile dell’ufficio studi dell’Enit, Luciano Bullo, che compie un breve escursus storico. ´Nell’ottobre 1996, il presidente dell’Enit, Amedeo Ottaviani e il presidente dell’Istat, Alberto Zuliani, siglarono la convenzione per la fornitura all’Enit, su supporto magnetico, dei micro-dati relativi ai modelli base per la rilevazione del movimento turistico sul territorio nazionale e che, fino a tale data, venivano elaborati anche dall’Enit. Si è trattato di un momento importante che ha definito chiaramente i rispettivi ruoli istituzionali, lasciando le statistiche all’Istat e l’analisi dei mercati all’Enit. La convenzione è ormai una realtà operativa e, dal punto di vista statistico, le tipologie di monitoraggio sono rappresentative. Una metodologia già utilizzata con successo e da diverso tempo anche dall’Omt (l’Organizzazione mondiale del turismo) nell’Osservatorio periodico sul movimento turistico internazionale, denominato ´Barometro dei viaggi e del turismo’.

Ma, detto questo, qual è esattamente il ruolo dell’ufficio studi dell’Enit? Sempre Luciano Bullo replica: ´L’ufficio studi dell’Enit, ormai svincolato da ogni impegno, ha realizzato pubblicazioni snelle e tematizzate e quindi analisi del turismo invernale, termale, giovanile, estivo, pasquale di utilità per gli operatori turistici italiani ed esteri. È stato anche attivato uno studio continuativo dell’offerta organizzata, basato su un’analisi comparata delle pagine dei cataloghi dei t.o. stranieri. Infine, è stata costruita una schedografia analitica, relativa a 54 paesi, in cui sono analizzate tutte le variabili possibili finalizzate a un’ottimale politica promozionale’.

Il supporto statistico-analitico dell’ufficio studi Enit è diventato strategicamente cruciale per i club di prodotto creati dall’Enit per finalizzare sui mercati esteri la variegata offerta turistica italiana. ´Emerge poi, dall’elaborazione dei dati Istat’, precisa Bullo, ´uno scenario completamente modificato rispetto agli inizi dell’ultimo decennio del secolo, in cui il turismo ´Sun & sand’ costituiva la struttura portante dell’offerta italiana. Nel suo complesso, la domanda estera di destinazioni culturali, in termini di presenze, appare in posizione preminente e in concorrenza con il classico ´Sun & sand’.

Tra i paesi con la più alta quota di destinazioni culturali spicca il Giappone (92%), seguito da Stati Uniti (55,1%), Spagna (50%) e Regno Unito (49,7%). Le località balneari vedono al primo posto l’Austria (46,3%) seguita dalla Germania (45,1%). Il Giappone, con una quota di ´Sun & sand’ pari allo 0,5%, è, tra i paesi esaminati, il meno interessato a questo tipo di offerta così come Stati Uniti (8%) e Spagna (4%).

´La crescente presenza, nei cataloghi dei t.o. stranieri, dell’offerta di ´special interest holidays’ ed ´eno-gastronomia’ ha portato a inserire nella classificazione delle località turistiche le categorie ´Typical resorts’ e ´Wild life & nature’. Centri tipici e naturalistici che assorbono il 9,5% delle presenze globali di stranieri, tra cui spicca la quota degli Usa (16,9%) seguiti da Francia (15,4%), Svezia (13,6%), Olanda (13,0%) e Regno Unito (10,0%).