La crisi taglia anche le vacanze

17/06/2005
    venerdì 17 giugno 2005

      Uno studio Ipsos: rispetto all´anno scorso, 27 per cento di partenze in meno e per periodi più brevi

        La crisi taglia anche le vacanze
        in Europa non siamo più primi

          Inglesi e francesi i più vacanzieri d´Europa. Peggio di noi solo la Spagna

            RORY CAPPELLI

              ROMA – Restiamo a casa. Niente mare, niente sole, niente esotici paradisi. Solo asfalto, smog e un caldo micidiale. Secondo i dati di una ricerca Ipsos (realizzata per Europ Assistance), infatti, il 37 per cento degli italiani resterà a casa. E con questa percentuale perdiamo anche lo scettro di vacanzieri d´Europa per occupare un misero terzo posto, dopo Inghilterra e Francia. Tra quelli che avranno la fortuna di partire, il 58 per cento, contro una media europea del 44 per cento, trascorrerà in vacanza solo una settimana o anche meno. Altro che italiani sempre in ferie e inglesi sempre al chiodo! Quest´anno i sudditi di Sua Maestà ci battono alla grande: parte infatti il 75 per cento dei britannici, una cifra che li pone in pole position assoluta tra gli europei, seguiti dai francesi e dai tedeschi, per i quali, oltretutto, il piacere di una vacanza avrà la durata di almeno due o tre settimane. Peggio di noi sta messa solo la Spagna: almeno il 55 per cento degli spagnoli non partirà affatto. La ricerca è una vera e propria radiografia della situazione vacanza in Europa, a sua volta termometro delle finanze di Italia, Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Belgio e Austria.

              Anche le spese crescono: secondo Ipsos per gli italiani, nonostante i giorni di vacanza siano diminuiti, nel 32 per cento dei casi sono costretti a spendere di più. Effetto euro, effetto sterlina, i più fortunati sono ancora gli inglesi, che nel 46 per cento dei casi avranno più soldi da spendere. E sempre gli inglesi si dimostrano anche i più originali: se il 62 per cento degli europei andando in vacanza vuole il riposo assoluto e dolce far nulla, il 32 per cento degli inglesi per le sue holidays cerca nuovi paesi e nuove culture. Altri dati interessanti emersi dalla ricerca sono l´attaccamento, a quanto pare tutto italiano, all´agenzia di viaggio, preferita ancora dal 45 per cento dei viaggiatori, mentre il mezzo che va per la maggiore in Inghilterra, Internet, con il 41 per cento di prenotazioni on-line, da noi conquista il 19 per cento.

                Ma cosa ne dicono di questa ricerca gli operatori del settore? «Non c´è dubbio che la crisi economica si faccia sentire soprattutto sui bilanci delle famiglie» risponde Giuseppe Boscoscuro, presidente dell´Astoi, l´Associazione Tour Operator Italiani. «Quest´anno abbiamo voluto favorire la vendita del prodotto Italia, che l´anno scorso era andata malissimo con 80 mila pacchetti turistici in meno: sconti dal 10 al 20 per cento a chi prenota in anticipo. Bambini gratis. Questo anche per combattere il last minute. Abbiamo anche diffuso il pagamento rateale senza interessi». E per quanto riguarda la crescita di Internet? In Inghilterra si usa di più, ma in Italia è decisamente cresciuto il suo uso per prenotare viaggi. «Bisogna leggere bene questi dati» spiega Boscoscuro. «Perché quelli relativi alle vendite on-line sono ingannevoli. La maggior parte è infatti relativa a voli aerei. Basta però pensare alle compagnie aeree low-coast, che obbligano ad acquistare via Internet. La vendita di pacchetti turistici su Internet in realtà non supera il 2-3 per cento». Insomma: ottimismo moderato tra i tour operator: «difendiamo le nostre posizioni», conclude Boscoscuro. «Però è un po´ troppo presto per capire l´andamento della stagione. I giochi non sono ancora fatti». Speriamo.