La crisi non è alle spalle

01/03/2011

La crisi? E’ alle spalle sostiene il governo. Ma gli italiani la pensano diversamente: il 90% sostiene che non è ancora finita. È quanto emerge dall’indagine periodica di Confesercenti-Ispo: dalle interviste condotte, infatti, risulta che «paura, incertezza, sfiducia probabilmente fanno vedere ancora nero sulla crisi, tanto che la percezione che il peggio sia ancora annidato fra noi, convince il 92% del campione, che sale a febbraio di ben nove punti rispetto all’
83% dello stesso mese del 2010». Inoltre, «la preoccupazione per la situazione economica sale – sempre da febbraio 2010 a febbraio 2011 – sale dal 90% al 96% in modo abbastanza omogeneo sul piano territoriale». C’è poi un altro dato che dovrebbe far riflettere: il sondaggio mette in luce che si sta ulteriormente riducendo la fiducia verso il governo. In generale «gli italiani restano insoddisfatti di quello che istituzioni, forze politiche e sociali mettono in campo contro la crisi» e in particolare, continua a diminuire la percezione di contributo al superamento della crisi nei confronti del governo, che scende di 8 punti dal 23% di settembre al 15% di febbraio. La perdita è ancora maggiore se si fa il confronto con l’anno scorso (28% a febbraio 2010). Il presidente dell’Ispo, Renato Mannheimer, ha spiegato che la delusione degli italiani nei confronti del governo aumenta non tanto per le vicende legate alla figura del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, «al bunga bunga», ma perchè «il governo non ha fatto quello che aveva promesso di fare». Ma la sfiducia degli italiani, non è solo nei confronti del governo: coinvolge un po’ tutte le istituzioni. Il rapporto, rileva che «da settembre 2010 a febbraio 2011 il miglior risultato in termini di considerazione positiva lo
ottengono le associazioni delle piccole e medie imprese (dal 20% al 24%). Bene anche i sindacati (dal 15% al 20%). Meno bene le regioni e gli enti locali con un lieve calo dal 22% al 21%. I soggetti verso i quali la sfiducia è massima sono le banche: solo il 9% degli intervistati ne parla bene. «È evidente che c’è una bocciatura del governo », ha commentato il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, che ha aggiunto come anche l’opposizione (fiducia all’11%) sia un «livello basso ». A riguardo Venturi ha richiesto «risposte adeguate e immediate al governo e alle istituzioni per fare fronte a una situazione di stallo». A tenere basso il livello di fiducia contribuisce in maniera determinante il lavoro. «Il problema grave della perdita del lavoro personale o in famiglia si attesta al 15% con un calo dell’ 1% sulla precedente rilevazione». Di più: «il 95% del campione continua a dichiararsi allarmato (un anno fa era
il 92%) e di essi lo sono ’molto’ coloro che non hanno lavoro o subiscono la cassa integrazione. Anzi con il 100% i disoccupati esprimono – spiega l’associazione – tutta la loro mancanza di speranza che impedisce di intravedere la fine del tunnel. Nella classifica dei preoccupati seguono con il 97% impiegati ed insegnanti e con il 94% i lavoratori dipendenti con qualifiche meno elevate». Riguardo alla Cig, le condizioni sembrano meno negative: il 90% del campione non è stato e non prevede di andare in Cig.