La crisi mostra i suoi effetti Nel 2009 boom di domande per prestazioni di sostegno

21/03/2011

La crisi economica ha colpito e colpisce duramente le famiglie italiane, e non passa giorno senza che qualche rilevazione confermi quanto è sotto gli occhi di tutti, eccezion fatta per qualche inquilino di Palazzo Chigi. L`ultima indagine statistica ci dice che sono state quasi 6,9 milioni di dichiarazioni presentate nel corso del 2009 per richiedere prestazioni agevolate: dall`assegno per nuclei familiari con almeno tre figli, all`assegno di maternità per le madri prive
di assicurazione, dalle borse di studio al bonus elettrico e alla carta acquisti, dai libri agli asili nido.
Si tratta dei numeri contenuti nell`ultimo rapporto Isee 2010 (l`Indicatore della situazione economica equivalente), realizzato dalla Direzione generale per l`inclusione e i diritti sociali del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione con il Cer (Centro Europa Ricerche) e l`Inps. E sono purtroppo numeri record: i 6,9 milioni di cosiddette
Dsu, Dichiarazioni sostitutive uniche – sottoscritte per accedere a prestazioni, servizi sociali o assistenziali, a livello nazionale o locale, in rapporto alla situazione economica – segnano un incremento di un milione rispetto al 2008, segnando una crescita che sfiora il 17%. Da quando è stato istituito l`Isee evidenzia il rapporto – si tratta della
cifra più alta e di uno dei maggiori incrementi in termini assoluti del numero di dichiarazioni presentate (solo nel 2004 si era avuta una crescita maggiore). E la popolazione Isee, considerando gli individui coinvolti, supera così i 17 milioni,
con un incremento sul 2008 del 10,5%. Un altro segnale molto preoccupante è quello relativo alla squilibrio geografico. Infatti, nella rilevazione primeggia il Meridione e in sole quattro regioni – Sicilia, Campania, Puglia e Calabria – si concentrano più della metà delle dichiarazioni, con 3,5 milioni di domande sottoscritte nel 2009.

A CASA CON I GENITORI
Intanto, sempre ieri, sono stati divulgati i risultati di un`altra indagine che evidenzia un altro punto dolente del "sistema Italia". Nel nostro Paese quasi le metà degli uomini (47,7%) tra i 25 e i 34 anni abita ancora con i genitori, una quota tra le più alte registrate tra i Paesi del Vecchio Continente. Va invece un po` meglio per le donne, anche se la percentuale rimane elevata (32,7%), ma il confronto con l`Europa vede sempre la Penisola piazzarsi ai primi
posti della classifica di quelli che taluni definiscono «mammoni» o «bamboccioni», una graduatoria che in realtà rappresenta soprattutto il risultato della cronica difficoltà dei giovani a trovare un impiego e quindi a rendersi autonomi. E quanto riporta il primo numero dell`Osservatorio Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori). In particolare, guardando all`Eurozona, l`Italia si piazza quinta nella graduatoria maschile e sesta in quella femminile.? Squilibrio geografico Più della metà delle richieste si concentrano
nelle regioni del Sud