La crisi frena i nuovi negozi

25/03/2004

Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA ITALIANA/MERCATI ITA data: 2004-03-25 – pag: 21
autore: VINCENZO CHIERCHIA
DISTRIBUZIONE L’anno scorso quasi dimezzato il saldo tra iscrizioni e cancellazioni: Napoli leader delle aperture

La crisi frena i nuovi negozi

MILANO • Il ministero delle Attività produttive lancia l’allarme: sta rallentando la fase espansiva della rete commerciale al dettaglio, seguita alla riforma Bersani e alla deregulation delle licenze (relativa ai negozi di piccole dimensioni). Probabilmente si tratta di un effetto diretto della fase di persistente stagnazione che interessa da molti mesi il mercato interno italiano e la spesa delle famiglie, e che ha determinato la crisi di numerosi gruppi distributivi. In Italia oggi si contano 738.225 esercizi commerciali nel complesso. Il censimento annuale delle iscrizioni e cancellazioni presso le Camere di commercio, effettuato dal ministero Attività produttive, ha infatti messo in evidenza che lo scorso anno, a livello nazionale, 55.478 nuove iscrizioni (distinte, in dettaglio, tra 38.595 sedi di impresa e 16.883 unità locali) e 49.896 cancellazioni (di cui 36.423 sedi di impresa e 13.473 unità locali). Il saldo positivo — sottolineano al ministero — si è attestato quindi a quota 5.582 nuove aperture, distinto a sua volta tra 2.172 sedi d’impresa e 3.410 unità locali. L’analisi registra pertanto una flessione netta del saldo che, pur quasi dimezzato, resta attivo. Siamo ancora un po’ lontani dai consuntivi in rosso degli anni 90, ma l’espansione della rete commerciale sta frenando. I ricercatori delle Attività produttive hanno segnalato infatti a chiare lettere una flessione nella crescita non soltanto rispetto all’anno precedente (quando venne censito un saldo attivo di 9.754 negozi), ma anche rispetto al dato registrato alla fine del terzo trimestre 2003 (6.023 nuove aperture). Un evidente rallentamento si è verificato nella seconda parte dell’anno. Sempre rispetto al consuntivo 2002 dalla ricognizione del ministero è emerso il fatto che le iscrizioni alle Cdc sono calate nettamente: 62.305 contro le 55.478 del 2003, mentre il calo delle cancellazioni è stato più contenuto (52.551 contro le 49.896 dello scorso anno). A questa ricognizione va poi aggiunto il fatto che, dal punto di vista dell’analisi della natalità e mortalità dei negozi, l’Italia si sta lentamente divaricando. Accanto alla regressione o stasi delle regioni settentrionali — sottolineano alle Attività produttive —, che nel complesso presentano un saldo negativo pari a 504 unità ad opera essenzialmente di Lombardia ed Emilia, si assiste a un aumento generalizzato del Centro (+928 unità) concentrato soprattutto nel Lazio, ed alla consistente crescita delle regioni meridionali (+5.158 unità pari a più del 90% del saldo nazionale) con valori particolarmente elevati in Campania (1.809 unità) e Puglia (1.172). In particolare a Milano il saldo è risultato negativo per 440 unità, il valore più elevato a livello territoriale, a fronte di 1.811 iscrizioni e di 2.251 cancellazioni. A Roma invece il saldo è risultato positivo per 217 unità (3.120 iscrizioni e 2.903 cancellazioni). A Napoli l’attivo più elevato: 1.173 negozi (4.470 iscrizioni e 3.297 cancellazioni).