La crescita dei redditi premia gli autonomi

16/06/2005
    giovedì 16 giugno 2005

    ITALIA LAVORO – pagina 22

      CLASSIFICHE
      Gara dei redditi: gli autonomi battono i dipendenti 10 a 1

        Rapporto del Censis: aumento del 10,1% tra il 2000 e il 2004

        La crescita dei redditi premia gli autonomi

          DI ROSSELLA BOCCIARELLI

          ROMA • Pessimisti sì, con le pile scariche anche, ma con le tasche rimpinguate da un discreto aumento del reddito reale disponibile. È la terza immagine di gruppo scattata agli italiani dal Censis, che ha deciso di dedicare i suoi approfondimenti di studio alle dinamiche di patrimonio e reddito e che ieri si è occupato delle modalità di formazione del reddito negli ultimi anni. Risulta così che tra il 2000 e il 2004 il reddito disponibile reale, al netto di imposte e contributi, ha fatto registrare un incremento complessivo del 6,1%, con una crescita negli ultimi due anni, rispettivamente dell’ 1,4% ( 2003) e dell’ 1,8% ( 2004).

          Calcolato per ogni famiglia questo aumento di reddito reale è stato pari al 2,4 per cento. Non è pochissimo, se si tiene conto che nel quadriennio precedente, l’aumento complessivo del potere d’acquisto era stato pari allo 0,2%. Il dato indubbiamente " fa a pugni" con il clima di pessimismo generale che ha preso alla gola gli italiani ma che può essere spiegato a livello complessivo — secondo il Censis — da una serie di fattori. Il primo è la crescita del numero dei percettori di reddito (circa un milione in più tra il 2000 e il 2004) trainata da un aumento occupazionale del 4,2 per cento. Il secondo fattore lo potremmo chiamare l’effetto " pollo di Trilussa". È vero infatti che in questi anni c’è stato un aumento del reddito di lavoro, ma questo fenomeno va scomposto: l’incremento medio dei redditi da lavoro dipendente è stato dell’ 1,6 per cento; quello dei redditi da lavoro autonomo, per singola unità di lavoro, è cresciuto del 10,1% negli ultimi 4 anni.

          C’è un pericoloso effetto di divaricazione sociale, mette in evidenza il Censis, tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti, i cui livelli di reddito hanno cominciato a viaggiare su binari del tutto differenti. Del resto, nel 2000 il lavoro dipendente costituiva complessivamente la principale fonte di reddito famigliare, coprendo il 40% delle entrate medie; nel 2004 questa quota era scesa al 39,5% mentre era cresciuta paralleamente quella del lavoro autonomo, passata dal 14,6% al 16,2%. Sono inoltre cresciuti i redditi da fabbricato per effetto della rivalutazione degli immobili e per quello dell’aumento degli investimenti immobiliari (+ 16% tra il 2000 e il 2004) che ha controbilanciato la contrazione delle rendite finanziare (in volume c’è stata una flessione del 25,9 per cento)

          Altro elemento che ha giocato un ruolo importante — secondo il Censis — è il costante incremento delle prestazioni reali e di altri tipi di trasferimenti (+ 8% fra il 2000 e il 2004) indotto dalla crescita del numero dei beneficiari. « Poco ha influito invece— osservano i ricercatori di Piazza di Novella — l’attesa riduzione delle tasse, se solo si considera che nell’arco dell’ultimo decennio il carico fiscale e contributivo corrente gravante sul reddito disponbile delle famiglie si è mantenuto pressochè costante, passando dal 27,9% del 1995 al 27,8% del 2004».

          Per contro, sembra aver influito parecchio sull’aumento del reddito la crescita del sommerso e della microevasione: tra il ‘ 98 e il 2002 il sommerso ha fatto registrare un aumento del 12,8%. Non basta: i dati della Guardia di finanza segnalano una netta crescita del giro d’affari del sommerso prodotto dai cosiddetti evasori " paratotali" (+ 28,2%) parallelamente alla riduzione del fatturato evaso totalmente. Inoltre, nell’ultimo anno gli italiani scoperti senza scontrino o ricevuta fiscale all’uscita di un negozio sono passati rispettivamente dal 19,3% al 21,3% e dal 16,6% al 18,4%.