La Covip: «Il 2001 anno di attesa»

21/01/2002





La Covip: «Il 2001 anno di attesa»
Gianpiero Scarpati
Per i fondi pensione il 2001 è stato un anno di attesa. Alla Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione) risulta che a fine dicembre il numero dei fondi autorizzati è rimasto sostanzialmente invariato rispetto a fine settembre, attestandosi cioè su un totale che sfiora i 150 fondi di cui circa un terzo è di tipo negoziale e più di 100 di tipo aperto. Alla fine di settembre gli iscritti ai fondi di nuova istituzione erano 1.266.003, dei quali 1.001.712 aderenti a quelli chiusi e 264.291 a quelli aperti. Per lo stesso periodo l’attivo netto destinato alle prestazioni è stato pari a 2.688 milioni di euro, suddivisi in 1.975 milioni per i chiusi e 713 milioni di euro per quelli aperti. Il totale dei contributi raccolti del terzo trimestre del 2001 è stato invece di 336 milioni di euro, contro i 404 milioni raccolti nel primo trimestre dell’anno. Dopo più di nove anni di tentativi la previdenza integrativa, insomma, stenta a decollare soprattutto per la mancanza di convenienze fiscali e di difficoltà a reperire forme di finanziamento. Così il tasso di adesione è tra i più bassi in Europa visto che attualmente è pari al 32% del bacino di utenza, scendendo poi ulteriormente al 25,6% tra i giovani con meno di 35 anni di età, contro il 70% dei lavoratori della Gran Bretagna, della Germania e dell’Olanda. Secondo gli ultimi dati diffusi dalla Covip a metà gennaio 2002 il numero dei fondi chiusi autorizzati all’esercizio dell’attività è salito a 30: gli ultimi due fondi entrati nella piena operatività sono il fondo pensione «Gomma plastica», rivolto ai lavoratori dell’industria della gomma, delle materie plastiche e dei cavi elettrici e affini, e il fondo «Mediafond» che riguarda i lavoratori della società del gruppo Mediaset, Reteitalia spa e Medusa video srl. Si tratta di due fondi che prima facevano parte della categoria dei fondi pensione autorizzati all’esercizio dell’attività che alla fine del 2001 annoverava 16 fondi. Per quanto riguarda invece i fondi pensione aperti, i dati complessivi del 2001 indicano che quelli autorizzati all’esercizio dell’attività (iscritti all’Albo) sono 95, mentre quelli autorizzati alla costituzione sono sette, per un totale di 107. Di essi 59 sono stati promossi da imprese di assicurazione, 35 da Società di gestione, sei da banche, e due dalle Sim. Nei prossimi giorni la Covip autorizzerà all’esercizio altri fondi per ora destinati solo alla raccolta e se alcuni non ce la faranno, come il fondo negoziale «Eurogruzzolo» per i lavoratori autonomi del commercio, del turismo e dei servizi che ha raccolto solo quattro adesioni sulle 3mila preventivate come soglia minima, altri invece riceveranno sicuramente l’autorizzazione come il fondo «Eurofer» per i lavoratori delle aziende del gruppo delle Ferrovie dello Stato che ha centrato un risultato di grandissimo rilievo arrivando a 24mila iscritti sui 5mila preventivati. Ma dalla Covip si viene anche a sapere che il numero dei fondi aperti potrebbe ridursi in virtù del consolidamento fisiologico derivante dalle fusioni bancarie che uniranno i propri fondi.

Lunedí 21 Gennaio 2002