La cosmetica in crescita del 3,3%

01/04/2003



              Martedí 01 Aprile 2003


              La cosmetica in crescita del 3,3%


              MILANO – I cosmetici rimangono un’isola felice nel panorama dell’industria italiana. Un po’ meno che negli anni scorsi, ma il settore è ancora in crescita, malgrado consuntivi e previsioni molto più modesti. Gli ultimi dati dell’associazione di settore Unipro confermano la frenata annunciata poche settimane fa al Cosmoprof di Bologna, senza disegnare uno scenario del tutto negativo. Le aziende si aspettano un anno di ulteriore sviluppo, con la produzione in aumento del 3,3%, addirittura più dell’anno scorso (3,1%), e un export che si svilupperà allo stesso modo, con un incremento del 3,1%, superiore alle stime sull’anno scorso, appena riviste al ribasso di due punti percentuali, sotto il 3%, a 1,8 miliardi €. Più prudenti le previsioni di fatturato, ferme al 2,1%: colpa dei prezzi, che cresceranno meno, e della scelta delle aziende di sacrificare i margini per affrontare la debolezza del mercato. Ieri il presidente dell’Unipro, Alberto Donati, ha fatto il punto su un’industria che vale 7.004 milioni di euro di fatturato, di cui oltre 1.800 realizzati all’estero. Donati è cauto: «Le nostre previsioni – spiega – si basano sul sell-in, la vendita ai negozianti. Sarà importante capire come andrà la prossima campagna, quella sull’estate, per sapere come evolverà l’anno. Di sicuro, le aziende stanno investendo su macchinari e impianti, anche per migliorare l’offerta sul mercato, mentre registriamo una frenata sulle assunzioni». La guerra sembra avere colpito la cosmesi meno di altri settori, anche se qualche effetto è inevitabile. «Al Cosmoprof – dice Donati – c’è stato un forte calo dei clienti dagli Stati Uniti, che sono il nostro primo mercato fuori dall’Europa, e dal Medio Oriente, importante soltanto per alcuni prodotti». Più che sui Paesi, i problemi sono sui canali di distribuzione: quelli professionali crescono a una velocità doppia rispetto alle tradizionali profumerie. Queste ultime, però, valgono due terzi del fatturato. Il mercato è comunque diviso in due: anche le previsioni caute sulle vendite nel primo e secondo trimestre – rispettivamente 1,3 e 1,8%, soprattutto grazie alle esportazioni – diventano ottimistiche per acconciatori, erboristerie e centri estetici.
              A.BA.