La Coop volta le spalle al precariato 250 part time passeranno al tempo pieno

06/09/2012

Firenze – IL LAVORO e l`occupazione al centro. Un punto perlomeno anomalo nei tempi che corrono. Eppure alla base del contratto integrativo sottoscritto ieri alle tre di mattina tra Unico op Firenze e i sindacati, Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Prevede 250 po sti atemp o pieno inpiù, ovvero 250 lavoratori che passeranno dal part time al full time con una bella differenza di stipendio e stabilità. Al centro dell`accordo, che non è piccola cosa perché riguarda ben 8 mila lavoratori tra Firenze, Siena, Arezzo, Pisa, Prato, la lotta al precariato. Condotta non solo in nome della sicurezza del posto di lavoro ma anche di quella economica. Si comincia con 250 assunti, si andrà avanti puntando sul lavoro a tempo pieno. Dopodichè, la parola d`ordine è la partecipazione in modo che le decisioni vengano prese discutendole fin dall`inizio dei lavoratori e non presentate loro dall`azienda in un secondo momento. Il contratto integrativo Unicoop, firmato dopo tre anni di discussioni e 40 ore di rush finale senza neanche andare a dormire appare come una mosca bianca nel panorama dei contratti integrativi in tempi di crisi, nessuno dei quali viene rinnovato, anzi la maggior parte viene disdettata. Prevede l`aumento del salario variabile: rimpolpato, come una specie di premio di produzione, dal 25% degli utili delle Coop che verranno redistribuiti tra i lavoratori. La malattia verrà pagata anche oltre i fatidici 180 giorni previsti dal contratto nazionale. Non saranno affidati a società esterne, come inizialmente voleva Unicoop, ma conservati all`interno i piccoli supermercati con meno di dieci dipendenti: i lavoratori lo hanno ottenuto ricordando la memoria storica di quelli che sono stati l`inizio delle Coop e soprattutto accettando di lavorare, nelle piccole strutture, 38 ore la settimanainvece delle 36 consuete di Unicoop. Infine, sette festività all`anno restano sacre e intoccabili, a cominciare dal 25 aprile e dal 1 maggio, in barba alle liberalizzazioni.
Questi i punti principali dell`intesa che lascia soddisfatti sia i sindacati che Unicoop. Da Dalida Angelini e Barbara Orlandi, segretarie Filcams Cgil toscana e fiorentina, alle altre sigle. Angelini sottolinea la priorità della «buona occupazione» ovvero della centralità del tempo, gli aumenti economici, la volontarietà e rotazione del lavoro domenicale che resta esclusivamente affidato alla decisione dei lavoratori. I quali, ricorda Orlandi, possono anche scambiarsi tra luogo e luogo di vendita. Per esempio, se ce ne sono alcuni di una struttura che quella domenica resta chiusa e invece desidererebbero lavorare possono farlo nel negozio vicino che invece è aperto e dove altri lavoratori desiderano restare a casa. Da parte Unicoop, Claudio Vanni dichiara: «Non solo questo è uno dei pochi contratti integrativi rinnovati in questo momento ma mette anche al centro l`occupazione. E` il presupposto per crescere insieme ai lavoratori, si b asa sulla partecipazione, la sicurezza, la formazione, gli incentivi. E` un segnale in contro tendenza». Adesso la parola passa ai lavoratori», dice il segretario Cgil fiorentino Mauro Fuso. Gli 8 mila
dipendenti Unicoop dovranno prima discutere nelle assemblee l`ipotesi di accordo e poi votarla. Un processo che finirà entro novembre. MagiàFuso avanza una constatazione: «Non solo è il migliore accordo possibile in questo momento, soprattutto perché stabilizzare una parte del lavoro precario. Ma anche perché è il primo di questo genere dopo cinque anniin cui abbiamo potuto firmare solo accordi per cassa integrazione e mobilità». L`accordo raggiunto nel cuore della notte è «una buona notizia per il lavoro e per i giovani», dice a sua volta il segretario toscano Cgil, Alessio Gramolati, che aggiunge: «Si dimostra che si può essere competitivi rispettando persone, diritti, condizioni di vita».