La Coop: «Farmaci al supermarket, così si riducono i prezzi»

14/12/2005
    mercoledì 14 dicembre 2005

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      La Coop: «Farmaci al supermarket, così si riducono i prezzi»

        Si conferma un bluff la proposta Storace: «Troppe farmacie non praticano sconti»

          di Luigi Benelli / Roma

            «IL MINISTRO CI HA USATI» – Aldo Soldi, presidente dell’associazione nazionale cooperative di consumatori Coop, è duro e diretto. Non ha gradito i tempi della manovra di Storace sul fronte dei farmaci da banco a prezzo ridotto. Il «bluff» degli sconti (come dimostrato ieri da l’Unità) sui medicinali da banco è stato così commentato. «L’intesa tra Federfarma e il ministero non a caso è stata raggiunta in questi giorni – dichiara Soldi – proprio in corrispondenza dell’iniziativa della Coop. Noi vogliamo vendere nei nostri supermercati i farmaci da banco e abbassarne i prezzi». E a questo scopo dal 7 gennaio partirà una raccolta di firme per la proposta di legge popolare che autorizzi questa vendita. Un modo per «integrare il servizio offerto dalle farmacie» e – soprattutto – per ridurre i prezzi.

              Già, i prezzi… Che l’iniziativa dello sconto del 20% sui prodotti da banco pubblicizzata da Storace sia rimasta solo nelle intenzioni del ministro, lo dimostrano le cifre espresse ieri da Teresa Petrangolini, segretario generale Cittadinanza attiva. Su un campione di oltre 300 farmacie, il 23% non fa sconti e solo 11 farmacie su 100 applicano per intero lo sconto del 20%. «Nel 44% delle farmacie non ci sono cartelli che indicano la possibilità di sconti come dovrebbe essere – aggiunge Petrangolini – Vista la situazione noi crediamo che l’accordo di Storace con Federfarma sia stata solo una mossa pre-elettorale».

                Il dibattito sulla possibile vendita dei farmaci da banco al supermercato divide le associazioni e gli esperti. Il direttore dell’Istituto Negri, Silvio Garattini dice che non sarebbe «improprio» dato che le farmacie «sono diventate bazar con occhiali e zoccoli». Federfarma, invece, frena: «La vendita di farmaci nei supermercati sarebbe un danno per la salute dei cittadini».

                  Il progetto prevede l’allestimento all’interno del market di uno spazio ben distinto per i medicinali, sempre con l’assistenza del farmacista, senza concorsi, premi e vendite sottocosto che solitamente caratterizzano la grande distribuzione. Per Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, sarebbe un «allargamento del mercato che avrebbe l’effetto di far scendere i prezzi». Un progetto, secondo Paolo Cattabiani, vicepresidente Ancc-Coop, di «liberalizzazione del mercato dato che le farmacie oggi detengono l’esclusiva dei medicinali, anzi il monopolio».

                    Rimarrebbero tagliati fuori dai supermercati i prodotti omeopatici e non sarebbe inimmaginabile trovare ad esempio l’aspirina a marchio Coop.

                    «Ancora è presto, ma mi auguro si possa fare, è un passo meno arduo di quanto si pensi» spiega Soldi. Orari da supermercato dunque anche per la vendita dei farmaci, ma che ne sarà della figura professionale dei farmacisti? Per Soldi nessun dubbio: «Non penso siano sacrificati. Nessuno li tiene in cattività nei supermercati, ci sono tanti nuovi laureati in cerca di lavoro».