La Coop cresce e cambia nome: sarà «Unicoop Tirreno»

07/06/2004



    5-06-04, pag. 5, Piombino

 
 
 
Sarà «Unicoop Tirreno», con supermercati in quattro regioni
La Coop cresce e cambia nome


PIOMBINO. Non si chiamerà più Coop Toscana Lazio, ma Unicoop Tirreno. E’ questo il nuovo nome scelto al termine di una consultazione interna e proposto dal consiglio di amministrazione alle 24 assemblee dei soci che si riuniranno a partire da lunedì 7 giugno nei territori della Toscana, del Lazio e della Campania. Sarà presentato anche il bilancio consuntivo 2003: oltre 974 milioni di euro di vendite, un utile sui 10,2 milioni di euro (quasi il doppio dell’anno precedente), dipendenti che superano le 5200 unità e oltre 554mila soci. Rinnovato anche l’impegno a contenere i prezzi sino alla fine del 2004.  A San Vincenzo-Venturina, l’assemblea dei soci è fissata per lunedì 7 giugno nella sala Cevalco, alle ore 16.30, alla presenza di Alessandro Fommei, responsabile settore soci Coop Toscana Lazio.   Il nome.  La storia della Coop quindi cambia, insieme al suo nome. Era nata come La Proletaria, nel ’91 divenne Coop Toscana Lazio e ora, se le assemblee dei soci lo accetteranno, di venterà Unicoop Tirreno. Perché? Perché la Coop si è estesa: lavora in Toscana, in Lazio e in Campania, non solo, ma dopo il progetto di fusione con la Coop Tevere, toccherà anche l’Umbria. 4 regioni, 46 supermercati e già ad agosto saliranno a 68 con gli attuali di Coop Tevere, che progressivamente stanno cambiando ragione sociale.
E inoltre 6 ipercoop.   Il bilancio. I dati contenuti nel bilancio consuntivo 2003 vengono presentati ai soci, insieme al cambio del nome e a altre modifiche statutarie. 24 assemblee dei soci intre regioni dovranno decidere.  «A conti fatti è stato un buon 2003 – dicono alla Coop – un andamento positivo del Gruppo, tanto più significativo in un anno non facile per l’intera economia italiana. Nonostante ciò, il risultato d’esercizio conseguito è di oltre 10,2 milioni di euro, quasi il doppio dell’anno precedente che era 5,4 milioni di euro, e superiore di oltre 1,5 milioni di euro rispetto al preventivo».  Le vendite totali del Gruppo, tra supermercati e ipermercati, superano i 974 milioni, con un’impennata del 6,5% rispetto al 2002. I supermercati incidono per oltre 632 milioni, mentre gli ipercoop, che nel corso del 2003 sono passati da 4 a 6 con le aperture di Livorno e Aprilia, arrivano a oltre 318 milioni.  «Buono anche l’andamento della raccolta depositi a risparmio che è di oltre 1,127 miliardi di euro contro l’1,050 del 2002 – dicono all’amministrazione – nella suddivisione delle vendite per regione, la Toscana si attesta su un 48,31%, segue il Lazio che è in crescita con il 35,53% e poi la Campania con il 16,16%».   I soci. l forte incremento del numero dei soci, aumentati di 46.142 in un anno, viene letto dalla Coop come il risultato «sia della crescente attenzione alle varie iniziative sui territori sia dell’impegno da parte della cooperativa per mantenere prezzi convenienti e qualità dei prodotti».   I prezzi. L’impegno per contenere i prezzi, spiegano gli amministratori, «è stato ribadito nella recente decisione di una politica taglia prezzi e taglia inflazione: 1500 prodotti a marchio Coop a prezzo bloccato fino alla fine dell’anno, 150 scontati del 10%».