La Coop chiude due punti vendita Licenziamento per 55 impiegati

25/03/2011

Procedura di licenziamento collettivo per 55 impiegati della Coop 25 Aprile e chiusura dei supermercati di viale Michelangelo e via dei Cantieri. Ma � scontro con i sindacati. L`azienda manterr� i negozi di piazzetta Bagnasco e Sperlinga, a Palermo. Resta aperto anche il punto vendita di Trapani. La cooperativa ha scelto la strada della mobilit� per quasi un terzo dei dipendenti in organico. Le perdite gestionali e la concorrenza dietro l`angolo dei cugini pi� "ricchi" (Ipercoop � a pochi metri dal negozio di viale Michelangelo) si sono accumulate nel corso degli ultimi due anni.
Nei piano della Coop c`� anche la possibile vendita dei cespiti di propriet�. L`immobile di via Sperlinga, infatti, potrebbe essere venduto (il negozio rimarrebbe) per fare cassa e rimodernare i punti vendita ancora aperti di
Palermo e Trapani. La proceduradi licenziamento collettivo sar� notificata oggi ai sindacati. Ad essere investiti dalla mobilit� saranno i 17 del punto vendita di viale Michelangelo: dieci addetti ai generi vari, tre in macelleria � quattro in salumeria; otto in via dei Cantieri, al punto vendita Vigo: quattro addetti ai generi vari, due in macelleria e due in salumeria. A questi si aggiungono dieci unit� amministrative del deposito di Carini, sette esuberi tra il personale dei negozi aperti a Palermo e undici in quelli di Trapani. Ieri, i vertici della Coop 25 Aprile hanno esposto il piano a
Filcams, Fisascat e Uiltucs, ma hanno trovato un muro. �Gi� nel 2009 avevamo suggerito le linee guida per uscire dalla crisi – dice il segretario regionale della Uiltucs, Pietro La Torre -, ma nessuno ci ha ascoltati. Adesso pretendiamo che la discussione venga affrontata in un tavolo con tutto il mondo delle cooperative, compresa Ipercoop. Siamo contrari al piano di mobilit� e chiediamo subito gli ammortizzatori sociali e un piano industriale solido�.
In molti si immaginavano che con l`arrivo di Ipercoop a Borgo Nuovo si sarebbe verificata la fusione tra le due cooperative cugi- ne. Ma non � stato cos�. �Non si capisce per quale motivo spingono sulla mobilit� e, contemporaneamente, fanno capire che vogliono investire sullo territorio dice il segretario provinciale della
Fisascat, Salvo Barone -. � un gioco ambiguo che non fa chiarezza sui veri obiettivi chela cooperativa vuole realizzare�. �Il circuito delle cooperative deve intervenire – aggiunge il segretario regionale della Filcams, Mimma
Calabr� -. La mobilit� non � la strada giusta�. A muso duro anche la Filcams: �Siamo contrari al piano di riduzione del personale – dice il segretario regionale, Monica Genovese -. L`universo delle cooperat�ve dovrebbe fare quadrato
e uscire dalla logica che il pi� grande fagocita il pi� piccolo. Prima di ogni altra discussione, aspettiamo una proposta di piano industriale�.