La Convenzione Internazionale OIL per il Lavoro Domestico Decente

LA CONVENZIONE Internazionale OIL per il LAVORO DOMESTICO DECENTE

Durante la 100° Conferenza Internazionale del Lavoro di Ginevra (1-17 giugno 2011), è stata discussa la Convenzione sul Lavoro Domestico Decente, supportata da una serie di Raccomandazioni, una vera e propria pietra miliare nel lungo cammino di progresso ed emancipazione delle donne, delle lavoratrici e dei lavoratori domestici, delle migranti e dei migranti.

Sono stati giorni molto impegnativi ma la standing ovation che ha accompagnato la seduta finale della Commissione Domestic Workers, con la gratitudine che traspariva dagli sguardi lucidi delle attiviste e delle lavoratrici presenti, ha ripagato di ogni fatica.

La Convenzione, composta di 19 articoli, dovrà essere ratificata da almeno 20 Paesi Membri per avere valore prescrittivo, mentre le Raccomandazioni forniscono linee di indirizzo non vincolanti ma fondamentali per il rafforzamento dei diritti e il miglioramento delle condizioni di queste lavoratrici e lavoratori.

La maggior parte del lavoro domestico nel mondo è svolto dalle donne: è un lavoro come gli altri, deve essere riconosciuto come tale e perciò protetto, regolato, tutelato e controllato dai Governi.

In alcuni paesi del mondo, questa Convenzione, se ratificata, cambierà la vita e il futuro di molte donne e uomini, di molte bambine e bambini, dando loro l’opportunità di avere un futuro dignitoso.

La storia:

Fin dal marzo 2008 il Comitato Esecutivo dell’OIL ha deciso di inserire una discussione sul lavoro dignitoso per i lavoratori domestici nel programma della 99a sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro (2010) con l’obiettivo di determinare degli standard lavorativi internazionali di tutela.
La discussione, iniziata lo scorso anno, si è svolta intorno a una proposta di testo che è stata definitivamente negoziata in ogni sua parte durante la 100° sessione, in svolgimento a Ginevra in questi giorni.
Il lavoro domestico è una delle occupazioni più antiche e importanti per milioni di donne e uomini in tutto il mondo. E’ radicato nella storia mondiale della schiavitù, del colonialismo e di altre forme di servitù.

Nelle società contemporanee, la partecipazione crescente delle donne al mondo del lavoro, i cambiamenti nell’organizzazione del lavoro e la sua intensificazione, così come la mancanza di politiche di conciliazione, il declino dei servizi assistenziali e dell’assistenza pubblica, la femminilizzazione delle migrazioni internazionali e l’invecchiamento delle società sono tutti elementi che hanno aumentato la domanda e l’offerta di lavori di assistenza negli ultimi anni.

Il lavoro domestico, tuttavia, è sottovalutato e mal regolato, e molti lavoratori domestici restano sfruttati,sottopagati e non protetti. Testimonianze di maltrattamenti e abusi, specialmente verso i lavoratori conviventi e migranti, sono regolarmente denunciati ai media. In molte nazioni, il lavoro domestico viene in larga parte svolto da bambini.
Questo stato di cose è causato in parte dal fatto che il lavoro domestico resta virtualmente invisibile in molti paesi, spesso è informale e non documentato. Il lavoro domestico non si svolge in una fabbrica o un ufficio, ma nelle case. I lavoratori sono in grande maggioranza donne. E non lavorano accanto ad altre colleghe, ma in isolamento dietro porte chiuse. Come risultato, la relazione di lavoro domestico non viene affrontata specificatamente in molti atti legislativi, rendendo dunque i lavoratori domestici vulnerabili a trattamenti ingiusti, scorretti e spesso a veri e propri abusi.

La Convenzione
I 19 articoli della Convenzione affrontano gli aspetti più problematici che il lavoro domestico pone, partendo dalla definizione stessa del lavoro, affinché sia riconosciuto come tale e perciò retribuito con salari minimi dignitosi e non discriminatori in base al genere.
Al centro, vi è il godimento dei e diritti fondamentali sul posto di lavoro, con il principio della parità di trattamento
tra lavoratori domestici e altre categorie di lavoratori in termini di condizioni di vita e accesso alla previdenza sociale,
inclusa la protezione della maternità.

La casa è il posto di lavoro, perciò la Convenzione tutela anche il diritto alla salute e sicurezza oltre che quello ad avere un alloggio dignitoso (qualora sia prevista la convivenza).
Particolare importanza riveste l’articolo 4, che tutela i minori: in molti paesi del mondo infatti il lavoro domestico è svolto da bambini, che hanno bisogno dunque di una speciale protezione.

Sono previste poi tutele specifiche per i migranti e contro molestie e abusi, anche di natura sessuale, che spesso si verificano ai danni di queste lavoratrici e lavoratori.

La Convenzione cerca anche di circoscrivere la pratica del pagamento in natura, di identificare, limitare e calcolare
appropriatamente gli orari di lavoro, inclusi i periodi di riposo.

Al termine della Conferenza di Ginevra inizierà la vera e propria azione di promozione da parte dell’OIL , affinché il maggior numero di Stati Membri ratifichi la Convenzione, che solo così potrà entrare in vigore e dovrà essere rispettata in ogni sua parte.

E’ essenziale quindi che anche il Governo italiano attivi al più presto le procedure per la ratifica: come CGIL e Filcams chiederemo che questo accada nel più breve tempo possibile e proseguiremo il lavoro di informazione e promozione nei confronti di tutti i soggetti coinvolti.

Giuliana Mesina
Filcams CGIL Nazionale