La concertazione spiegata ai giovani (C.Damiano)

23/07/2007
    sabato 21 luglio 2007

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    La testimonianza
    Vi racconto la lunga notte

      La concertazione spiegata ai giovani

        Cesare Damiano

          L’accordo di questa notte conclude una prima fase di concertazione tra Governo e parti sociali iniziata la scorsa estate sui temi della previdenza, degli ammortizzatori sociali, del mercato del lavoro, della competitività, con la più vasta redistribuzione dei redditi degli ultimi vent’anni.
          Non è stato facile né per il Governo né per le parti sociali affrontare contemporaneamente problemi scottanti come il superamento dello scalone, il tema dei coefficienti di trasformazione, il miglioramento dell’indennità di disoccupazione.

          E ancora, il miglioramento dell’indennità di disoccupazione, la riforma del mercato del lavoro, le misure per i giovani, quelle per la competitività.

          Vorrei dare atto alle parti sociali del contributo positivo offerto, pur in mezzo a tante difficoltà, per una positiva conclusione dell’accordo.

          Il Governo si è mosso con l’obiettivo di realizzare un welfare più inclusivo, di evitare inique spaccature tra coorti di lavoratori, di avviare un sistema di ammortizzatori sociali di livello europeo, che punti, più che in passato, sulle politiche attive del lavoro, sul patto di servizio, sul reinserimento delle fasce deboli, con particolari priorità come i giovani, le donne, i lavoratori over 50.

          Il tema delle pensioni è apparso da subito il più appassionante e controverso. Governo e parti sociali, dopo aver concordemente e correttamente evitato di scaricarlo sulla Finanziaria, hanno fissato le linee guida di intervento con il memorandum dello scorso settembre.

          A Finanziaria approvata, il confronto, avviatosi nello scorso mese di marzo, doveva anzitutto risolvere il nodo del superamento dello scalone e del conseguente reperimento delle risorse finanziarie. La soluzione individuata – il mix di scalini e quote, l’individuazione dei lavori usuranti, la riorganizzazione delle finestre pensionistiche, la salvaguardia dei lavoratori in mobilità – si segnala per gradualità, flessibilità, attenzione alle peculiarità esistenti nel mondo del lavoro. Le risorse necessarie, dieci miliardi di euro in dieci anni (sette e mezzo per lo scalone, due e mezzo per i lavori usuranti) sono state tutte reperite all’interno del sistema previdenziale.

          Ad esempio la razionalizzazione degli enti previdenziali offre una preziosa occasione per realizzare sinergie tra i vari istituti in materia di sedi, acquisti, sistemi informatici, uffici legali; migliorare e semplificare la governance; riordinare gli enti secondo il modello previdenziale o il modello assicurativo.

          Un altro tema che sembrava insormontabile alcuni mesi fa ha trovato una soluzione equilibrata. I coefficienti di trasformazione delle pensioni saranno rivisti nel gennaio 2010, dopo aver sentito il parere della commissione mista Governo – parti sociali sui criteri e su eventuali proposte correttive. È importante segnalare che da ora in poi la revisione avverrà ogni tre anni ed avrà carattere tecnico.

          Infine, vorrei ricordare che il miglioramento della totalizzazione, il più favorevole riscatto della laurea, i contributi figurativi permetteranno ai giovani di avere in futuro una pensione dignitosa.

          È giusto che ora i lavoratori e i cittadini interessati facciano conoscere le loro valutazioni.

          Ci auguriamo che, archiviato lo “scalone”, possa riprendere il confronto tra Governo e parti sociali per proseguire e rafforzare il progetto Crescita ed Equità che insieme abbiamo scelto.