La concertazione riparte dal Sud

02/11/2004

              martedì 2 novembre 2004

                Pagina 31 – Economia
                Oggi la firma tra tutte le organizzazioni imprenditoriali e i confederali. Critiche al taglio degli incentivi previsto dalla Finanziaria
                La concertazione riparte dal Sud
                Fisco, ricerca, sicurezza: intesa Confindustria-sindacati

                ROBERTO MANIA

                ROMA – Accordo imprese-sindacati sulle politiche per rilanciare il Mezzogiorno. Sarà sottoscritto oggi – salvo sorprese – nella sede della Confindustria tra le 17 associazioni degli imprenditori e Cgil, Cisl e Uil. E sarà la prima intesa tra il nuovo presidente degli industriali, Luca Cordero di Montezemolo e i leader sindacali Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti. Ma soprattutto sarà condivisa da tutte le forze sociali. «È la strategia dei piccoli passi che può dare risultati importanti», commentano ai vertici di Confindustria.

                Accordo di intenti e di proposte, più che di impegni concreti tra le parti, nonostante il titolo della bozza di protocollo reciti «Impegnarsi al sud. I protagonisti dell´economia per lo sviluppo del Mezzogiorno». Una ventina di cartelle nelle quali il sistema produttivo indica – innanzitutto al governo – la strada da percorrere per una svolta negli interventi a favore delle regioni meridionali, facendo leva sui punti di forza e non provando solo a correggere le debolezze strutturali. Sei le aree nelle quali si propone di mettere in campo alcune misure in tempi rapidi: fiscalità di vantaggio (compresa la riduzione dell´Irap) per chi investe, revisione degli incentivi alle imprese; infrastrutture e logistica; imprese e credito; università, ricerca e innovazione; «condizioni di contesto», cioè la sicurezza per chi investe. Il metodo che viene richiamato nella bozza di intesa è quello della concertazione; l´obiettivo è quello di riportare il Mezzogiorno al centro dell´agenda di politica economica del governo. Non mancano, d´altra parte, le critiche alla Finanziaria. Ci sono «elementi di criticità», scrivono, a causa in particolare del tetto agli investimenti anche nelle aree poco sviluppate. Troppo pochi i 6.500 milioni di euro per il 2005 dei quali 1.750 per gli incentivi alle imprese. «Con questa Finanziaria – ha commentato il segretario confederale della Uil Paolo Pirani – il governo ha fatto uscire il Mezzogiorno dalle politiche per lo sviluppo del Paese. Noi cerchiamo di farlo rientrare, dimostrando che siamo un sindacato che lotta con lo sciopero ma che sa fare anche accordi che guardano all´interesse generale».

                Per cambiare rotta il sud deve diventare un´area di attrazione degli investimenti, nazionali ed esteri, con vantaggi fiscali e incentivi a favore di chi punta sull´innovazione e la ricerca. Al protocollo di intesa, la Confindustria allegherà un documento per dimostrare come si sono mossi altri Paesi, a cominciare dall´Irlanda e dalla Spagna. Determinate è poi il rilancio delle opere infrastrutturali: non solo le vie di comunicazione, ma anche l´ammodernamento dei sistemi idrici, il potenziamento delle reti energetiche, lo sviluppo delle reti innovative di comunicazione elettronica. In questo quadro diventa strategico cambiare il rapporto tra le aziende e il sistema del credito perché – come è scritto nella bozza – «la banca sia un´impresa per le imprese». Le politiche per il turismo, quelle per il recupero dei centri urbani e per la lotta al sommerso completano i capitoli dell´intesa, destinata ad arrivare sul tavolo di Palazzo Chigi.