La concertazione ora scommette sugli straordinari

08/06/2007
    giovedì 7 giugno 2007

    Pagina 18 – Economia e Imprese

    E la concertazione
    ora scommette
    sugli straordinari

    Nicoletta Picchio

      ROMA
      Già stavano andando avanti in modo stentato, inciampando sugli scalini dell’anzianità e sui coefficienti di calcolo delle pensioni. Poi il caso Visco-Guardia di Finanza li ha derubricati, mettondoli in secondo piano. Ora, promette il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, i tavoli di concertazione ripartiranno. Per concludersi entro il mese: Prodi vorrebbe varare il Dpef nel Consiglio dei ministri del 28 giugno. E per rispettare quella data bisognerà avere chiare le voci di spesa da inserire nel Documento di programmazione e poi inFinanziaria.

      Ma non sarà facile incastrare un puzzle che deve tenere insieme i vincoli di bilancio, le richieste di abbattere lo scalone di fine anno previsto nella riforma delle pensioni varata da Berlusconi, un rilancio della produttività che passa attraverso una incentivazione al salario di secondo livello e ad uno straordinario più vantaggioso per imprese e lavoratori, la riforma degli ammortizzatori sociali, che fa da contraltare alla flessibilità del mercato del lavoro.

      Proprio la riforma della Biagi è stata ieri la miccia per nuove polemiche tra il ministro del Lavoro e il sindacato. Per lo meno per Cisl e Uil, la riforma della legge 30 non è una priorità. «Credere che il Governo possa modificarla è una pia illusione. Cambiare ciò che ha fatto il Governo precedente innesca un processo di confusione e non si può ledere l’autonomia delle parti sociali», ha detto il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, di fronte alle notizie che filtrano dal ministero del Lavoro, in vista della ripresa del negoziato.

      «Siamo d’accordo nel mettere un tetto ai contratti a termine, ma la Biagi non è una priorità, anzi gli ultimi interventi per stabilizare il lavoro dei call center è un esempio positivo», insiste Paolo Pirani, segretario confederale della Uil.

      Damiano mette le mani avanti: si discuterà sui temi che sono messi nero su bianco nel programma dell’Unione. Quindi, nessuna sorpresa. «La posizione del Governo è nella relazione che ho tenuto al tavolo», ha detto ieri il ministro, auspicando una convocazione da parte di palazzo Chigi. Per aumentare la competitività, secondo le imprese, è cruciale rendere più vantaggioso lo straordinario, con una detassazione, e favorire il secondo livello di contrattazione, legando le retribuzioni all’andamento aziendale. Ciò renderebbe più flessibile il lavoro in azienda, aumentando anche le ore lavorate.

      Il Governo prevede per lo straordinario una decontribuzione e una serie di incentivi per il secondo livello di contrattazione. «Su questi temi non ci sono distanze abissali ma l’accordo va fatto su tutto: pensioni, ammortizzatori sociali, risorse per il Pubblico impiego. Di fronte alla ripresa e all’extra gettito, non ci immoliamo per Bruxelles», è il messaggio di Pirani. Ma con tutta questa carne al fuoco, e con l’insabilità politica che c’è nella maggioranza, la quadratura del cerchio è un obiettivo arduo.