La concertazione e il dialogo aiutano lo sviluppo regionale

13/05/2004


      sezione: ITALIA-LAVORO
      data: 2004-05-13 – pag: 23
      autore: MASSIMO MASCINI

      Studio della Uil / Al Sud i rapporti più difficili
      La concertazione e il dialogo aiutano lo sviluppo regionale
      ROMA • La concertazione sembra far bene allo sviluppo. Al livello nazionale, ma anche, se non soprattutto, sul territorio. È quanto sostiene la Uil. Guglielmo Loy, il segretario confederale responsabile delle politiche del territorio, ha provato a incrociare il quadro economico sociale di ciascuna regione con lo stato dei rapporti esistenti in quelle aree tra autorità regionali e parti sociali. È emerso che le regioni più sviluppate sono quelle in cui i rapporti di collaborazione con le parti sociali sono più consolidati. E al contrario sono proprio le regioni più povere a disertare il dialogo con sindacati e imprenditori. Se ne potrebbe perfino dedurre che le regioni più bisognose sono in questo stato perché non hanno attivato la collaborazione, certamente preziosa, delle parti sociali, hanno respinto politiche dei redditi, non credono nei protocolli della concertazione. Ma questo significherebbe attribuire un valore certo al dialogo tra le parti.
      La Uil, proprio per non cadere nell’ovvietà, ha preferito ragionare solo dei fatti. Ed è emerso, facendo una classifica delle dieci regioni più sviluppate, quelle in cui il reddito procapite oscilla tra i 29mila e i 24mila euro, che in otto casi è stato siglato un accordo di concertazione (gli ultimi sono stati in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Lazio) o si è prossimi a sottoscriverlo o esistono comunque consolidate tradizioni di concertazione, come nelle Provincie di Trento e Bolzano.
      Al contrario, se si prendono le cinque regioni meno sviluppate, dove lavora una persona su 3,5 e dove il reddito procapite oscilla tra i 13.500 e i 14mila euro l’anno (Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna) si nota che nelle ultime tre i rapporti tra autorità regionali e parti sociali sono definiti pessimi, tanto che si è arrivati a proclamare degli scioperi a favore dello sviluppo, mentre nelle prime due i rapporti non vengono definiti pessimi, ma non è stato comunque raggiunto alcun tipo di accordi.
      Una correlazione che è impossibile fare a seconda del colore politico delle giunte che reggono i diversi territori. Perché se è vero che in Emilia Romagna, Toscana e Umbria, ma in generale nelle regioni dove governa il centrosinistra i rapporti con le parti sociali sono buoni e sono stati anche sottoscritti vari accordi, sia per la concertazione sia per lo sviluppo, non è che nelle regioni a guida del centrodestra la situazione sia rovesciata.
      In Lombardia e Lazio per esempio esiste una buona predisposizione al dialogo e sono stati sottoscritti accordi giudicati interessanti dalle parti sociali.
      Al contrario di quanto avviene per esempio in Liguria e in Calabria, dove i rapporti sono scarsi o comunque poco approfonditi.
      Diversa la situazione invece in Veneto e in Abruzzo, dove sono stati firmati accordi per la concertazione, rispettivamente nel 2002 e nel 2003, ma non hanno prodotto risultati di rilievo.
      La situazione a livello regionale
      - Abruzzo: protocollo per la concertazione del 26 febbraio 2003, ma per i sindacati i rapporti sono negativi
      - Basilicata: nessun accordo
      - Bolzano: accordo per la concertazione, rapporti buoni
      - Calabria: nessun accordo, forte conflittualità
      - Campania: Protocollo per lo sviluppo del 2001, rapporti buoni
      - Emilia Romagna: Protocollo sul welfare del 2001 e Patto per lo sviluppo del 18 febbraio 2004
      - Friuli Venezia Giulia: Protocollo per la concertazione del 12 gennaio 2004
      - Lazio: Protocollo del novembre 2003, confronti in corso
      - Liguria: nessun accordo, rapporti scarsi
      - Lombardia: Patto per lo sviluppo del 2001
      - Marche: Protocollo sulla sanità del 2002 Y Molise: nessun accordo, i sindacati stanno preparando una piattaforma rivendicativa
      - Piemonte: nessun accordo, è da poco ripreso il confronto
      - Puglia: nessun accordo
      - Sardegna: nessun accordo, ricorso agli scioperi
      - Sicilia: nessun accordo, scioperi e in seguito incontri
      - Toscana: Patto per lo sviluppo del marzo 2004, rapporti considerati buoni e costruttivi
      - Trento: al via confronto sulla concertazione
      - Umbria: Patto per lo sviluppo del 2002 e Protocollo sulla concertazione sempre del 2002
      - Valle d’Aosta: Patto per lo sviluppo del 2000 da rivedere
      - Veneto: Protocollo sulla concertazione del 2002, rapporti episodici