La colf diventa più conveniente

03/04/2001

Corriere della Sera
Lunedì 02 marzo 2001 CORRIERE ECONOMIA (l’inserto in edicola)




SCADENZE: Entro il 10 il primo versamento 2001. Occhio alle quote

La colf diventa più conveniente


Contributi deducibili e se si assume bonus di 800.000 lire al mese

      A ncora pochi giorni a disposizione per il pagamento dei contributi della colf. Il 10 aprile scade il termine per il versamento relativo al primo trimestre gennaio-marzo. Una scadenza che va affrontata con cura: perché si utilizzano i nuovi contributi per il 2001, diversi da quelli dell’anno scorso. Ma, soprattutto, perché in questo trimestre bisogna fare i conti con due diverse quote contributive: quelle relative al mese di gennaio e quelle riferite al bimestre febbraio-marzo. La differenza è minima come si può vedere e dipende dal fatto che da febbraio scatta una riduzione della quota destinata al fondo assegni familiari. Non sono le uniche novità che riguardano il lavoro domestico. Bisogna segnalare anche l’approvazione del nuovo contratto di categoria. E ricordare che i contributi pagati l’anno scorso potranno essere dedotti dal reddito nella prossima dichiarazione fino a un importo di tre milioni. Quelli corrisposti quest’anno andranno inseriti nella dichiarazione del 2002. E non è finita. La Finanziaria 2001 prevede un incentivo fiscale di 800 mila lire al mese, sotto forma di credito d’imposta, per chi assume un nuovo lavoratore. La disposizione vale anche per le famiglie che assumono una colf, ma c’è un problema. Non essendo il datore di lavoro domestico sostituto d’imposta, non potrebbe compensare le 800 mila lire con le ritenute da versare al Fisco. La situazione dovrebbe però sbloccarsi consentendo al capo famiglia di recuperare le 800 mila lire in sede di dichiarazione dei redditi 2001 (modello 730 o Unico dell’anno prossimo), detraendo cioè la somma dalle imposte da pagare.

      PRIMO TRIMESTRE – Il periodo gennaio-marzo merita una particolare attenzione, proprio per il cambio dei valori orari a partire da febbraio. Occorre infatti effettuare due diversi calcoli: i contributi dovuti per le quattro settimane che vanno dal 1° al 27 gennaio 2001, e quelli dovuti per le restanti 9 settimane, che vanno dal 3 febbraio al 31 marzo. In proposito, l’Inps ha fatto sapere che il versamento deve essere eseguito con un unico bollettino. Per cui, è necessario dichiarare correttamente se sono state retribuite tutte le settimane del trimestre annerendo la casella «SI», oppure indicare quante settimane sono state retribuite nel corso di ogni mese annerendo le corrispondenti caselle. Gli stessi dati devono essere riportati sul retro del bollettino.
      Ricordiamo che le colf extracomunitarie sono state equiparate per il versamento dei contributi alle italiane.

      IL NUOVO CONTRATTO – Assoluto divieto di licenziamento durante la maternità, riduzione dell’orario di lavoro e un piccolo ritocco (2,5% in più) ai minimi salariali. Sono le maggiori novità del contratto di lavoro siglato l’8 marzo e valido sino al 7 marzo 2005. L’accordo prevede il divieto di licenziamento – salvo che per giusta causa, ossia in caso di grave mancanza, tale da non consentire la prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro – per il periodo che va dall’inizio della gravidanza alla fine dei cinque mesi di astensione obbligatoria. Il tetto massimo dell’orario di lavoro è stato ridotto da 55 a 54 ore settimanali (per i conviventi): mezz’ora in meno dal 1° gennaio 2002 e l’altra mezz’ora dal 2003. Per i non conviventi l’orario massimo passa da 48 a 44 ore, con il seguente calendario: 47 ore dall’aprile 2001, 46 dal 2002, 45 dal 2003 e 44 ore dal 2004. L’incremento salariale che parte dal 1° aprile è stabilito in misura pari al 2,5% per le colf a ore e del 7,5% circa per le domestiche conviventi e per le prestazioni di assistenza e presenza notturna. I minimi sono indicati nella tabella. Le altre novità riguardano il lavoro interinale (o in affitto), per cui sarà possibile sostituire personale in malattia, maternità ecc., l’anticipo della liquidazione fino al 70% dell’importo cumulato, e l’avvio delle procedure per la costituzione di un fondo pensione.

Domenico Comegna


Azienda Famiglia



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