La Cit resta un affare di Stato

23/11/2005
    mercoledì, 23 novembre 2005

    Pagina 37 – Economia

    IL CASO

    Pressing di Letta, passa la linea Scajola sui finanziamenti mentre spunta l´offerta del gruppo Soglia

    La Cit resta un affare di Stato
    In arrivo i nuovi aiuti del Cipe

    ETTORE LIVINI

    MILANO – Il salvataggio della Cit (privatizzata qualche anno fa e travolta dalla crisi) continua a essere un affare di Stato. Il pre-Cipe di ieri, infatti, secondo indiscrezioni, avrebbe approvato su proposta di Claudio Scajola co-finanziamenti per oltre 100 milioni di euro per i progetti di sviluppo dello storico tour operator, malgrado i dubbi espressi dal Tesoro. Un tassello fondamentale per il rilancio della società – nel cui cda sono passati tanti uomini Fininvest da Salvatore Sciascia a Ubaldo Livolsi – cui è già stata assicurata nelle scorse settimane una garanzia dello Stato da 75 milioni (10 utilizzati), il triplo dei soldi trovati in Finanziaria per promuovere l´immagine dell´Italia all´estero con l´Enit. Se il Cipe formalizzerà a fine mese l´ok ai contratti di programma (e se non passerà in tribunale la richiesta di fallimento in un´udienza prevista domani) la Cit potrebbe trovare in zona Cesarini un cavaliere bianco dopo il ritiro di Benito Benedini: il gruppo Soglia, società di costruzioni da poco entrata nel business del turismo, si è candidato assieme al fondo di Gianfilippo Cuneo per sottoscrivere un aumento di capitale e rilanciare l´azienda. Sul piatto ci sarebbero già una ventina di milioni e nella cordata, visti i rapporti tra i manager dei due gruppi, potrebbe entrare in futuro anche la Tivigest, il tour operator della Compagnia delle Opere mentre un ruolo potrebbe averlo pure Sviluppo Italia.

      Il salvagente pubblico alla Cit è destinato nei prossimi giorni a rinfocolare la polemica delle organizzazioni di categoria del turismo che hanno alzato il tiro contro l´intervento del governo. «Tutto il settore è in crisi – spiega Giuseppe Boscoscuro, numero uno di Astoi, associazione dei tour operator – e non capisco le ragioni di questo trattamento principesco per un operatore privato, con il massimo rispetto dei 500 lavoratori Cit. Al governo avevamo chiesto 25 milioni per il comparto dopo gli attentati sul Mar Rosso ma non ne abbiamo saputo più nulla». La crisi Cit del resto, forse perché alcuni degli ultimi bilanci sono stati firmati come presidente da Ubaldo Livolsi, consigliere Fininvest, ha in effetti avuto una corsia preferenziale nel governo Berlusconi, comprensiva di summit di ferragosto a Palazzo Chigi organizzati dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta con le banche per il salvataggio. Uno sforzo che – finanziariamente parlando – ha portato pochi risultati: Cit ha un patrimonio netto negativo per 52 milioni, debiti per quasi 200 e ha perso 120 milioni negli ultimi 18 mesi. Ma le banche, così come Alitalia e Trenitalia, forse anche per il pressing dell´esecutivo, sembrano pronte a ridurre di molto le loro pretese per questo bizzarro salvataggio pubblico di un´azienda privata.