La Cisl si smarca da Berlusconi “La manovra penalizza il Sud”

03/10/2001
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          La Cisl si smarca da Berlusconi
          "La manovra penalizza il Sud"

          Finito il feeling con l’esecutivo, Pezzotta critica anche l’abbandono della concertazione

          RICCARDO DE GENNARO


          Roma – Berlusconi è bocciato: la Cisl rompe gli indugi e consegna la sua pagella al governo sulla base della Finanziaria e delle altre misure annunciate dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. A parte un paio di sufficienze (detrazioni per i figli a carico e aumento delle pensioni minime) i voti, si scopre, sono largamente insufficienti, al punto che difficilmente si potrà ancora accusare la confederazione guidata da Savino Pezzotta di voler essere il «sindacato di riferimento» della coalizione di centrodestra. Quello che indispettisce maggiormente il sindacato cattolico è il mancato coinvolgimento delle organizzazioni dei lavoratori nelle scelte di politica economica del governo, che significa la morte della concertazione.
          Si è consolidata la prassi, si legge nel documento dell’esecutivo Cisl di ieri, «di informare il sindacato e in genere le forze sociali senza costruire un contesto di condivisione di obiettivi e strumenti, mettendo di fatto in discussione le basi stesse su cui si è costruita la politica dei redditi». Sulla concertazione la Cisl concede tuttavia al governo una prova d’appello, che si avrà già oggi in occasione della presentazione del «Libro bianco» sul lavoro da parte del ministro Maroni e, domani, con l’esame dei risultati della Commissione Brambilla sulle pensioni: se il governo confermerà la delega per la riforma previdenziale, che di fatto svuota di significato il confronto con i sindacati, è probabile che anche la Cisl – dopo la Cgil – andrà allo scontro. Sulle pensioni, peraltro, la «temperatura» è in rapida crescita: mentre la Cgil avverte che «l’equilibrio pubblicoprivato non si tocca», la Cisl ricorda che «non è ipotizzabile un’ulteriore riforma strutturale delle pensioni» e che «il vero nodo è il decollo della previdenza integrativa attraverso lo smobilizzo di quote del Tfr».
          Pezzotta mostra il pollice verso anche di fronte ai provvedimenti sul sommerso e la Tremonti bis, che «rischiano di aggravare ulteriormente la frattura tra Nord e Sud del Paese». A sostegno di una politica per il Mezzogiorno, la Cisl propone l’immediata apertura di un tavolo specifico per la definizione di «una strategia chiara e concertata». Assolutamente negativo, poi, il giudizio sulle risorse stanziate per il rinnovo dei contratti pubblici. Così come grande preoccupazione la Cisl esprime per «la scelta di bloccare la riduzione della curve delle aliquote fiscali previste dalla Finanziaria dello scorso anno e di prevedere un nuova riforma fiscale». Ma non sono solo i sindacati a contestare la manovra: «Non so se è una Finanziaria più o meno federalista, sicuramente non è una Finanziaria che dà uno stimolo e un sostegno e nemmeno un’impronta riformatrice al sistema della fiscalità comunale», dice il presidente dell’Anci, Ferdinando Domenici, il quale vede piuttosto «indicazioni per un’ulteriore irregimentazione dell’attività dei Comuni».