La Cisl rompe con il governo

21/11/2003



  economia e lavoro




21.11.2003
La Cisl rompe con il governo
Per la confederazione il futuro è in un sindacato «unito, libero e pluralista»
di 
Felicia Masocco

ROMA Abbiamo un governo che si è mostrato «incapace di gestire il semestre europeo», quanto al suo operato
nell’economia del paese «i risultati si commentano da soli».
Siamo «prossimi alla recessione», si affaccia il «rischio di declino industriale», scontiamo politiche basate su «valutazioni non realistiche». La Cisl gioca d’attacco e lancia la sua offensiva
dall’assemblea programmatica e organizzativa in corso a Roma.
L’apertura di credito concessa dal congresso di due anni fa alla
squadra di Berlusconi che si era appena insediata pare essersi esaurita e nelle ventitrè pagine della relazione che ieri ha introdotto i lavori una critica segue l’altra. Lo stesso Patto per l’Italia, il punto in cui i rapporti tra l’esecutivo e il sindacato di Savino Pezzotta si sono fatti più stretti, diventa oggi materia di conflitto perché, come è noto, quell’accordo non è stato onorato nella parte in cui prometteva sviluppo per il Sud e una riforma sia pure minima degli ammortizzatori sociali.
Per il rispetto dell’intesa la Cisl annuncia una battaglia «straordinaria». Un intento fermo è poi quello di rilanciare la concertazione: «Incalzeremo il governo – promette il sindacato -. Negoziare, ricercare intese, costruire mediazioni, rafforzare la coesione sociale, anche per un governo con un’ampia maggioranza parlamentare non è cessione si sovranità». Un altro obiettivo è poi
quello di contrastare «con ferma determinazione» la «controriforma delle pensioni» e anche per questo non è escluso nessuno degli strumenti di cui dispone un sindacato.
Il progetto di modificare il sistema previdenziale ha riunito quel
che il Patto per l’Italia aveva diviso: sul futuro del sindacato dalla Cisl l’appello alle altre due confederazioni per «aprire una nuova fase realizzando un grande soggetto sindacale libero e pluralista».
È questo l’altro grande tema proposto all’assemblea dal segretario organizzativo Sergio Betti. «Dobbiamo farci carico – ha detto – dell’evoluzione del movimento sindacale italiano verso la realizzazione di un grande attore sociale».
«Le divisioni sono state profonde». Con la Uil «i percorsi sono stati comuni», «restano da risolvere i problemi con la Cgil».
Ci vuole per la Cisl «il coraggio per un deciso chiarimento sul modello di sindacato» senza il quale si può fare fronte
unito pr combattere un «comune pericolo», ma non «evitare il ripetersi di azioni unilaterali» che rappresentano «un freno all’azione del movimento sindacale» e che il sindacato di via Po addebita alla Cgil. La risposta della confederazione di Corso d’Italia è attesa per domani quando prima delle conclusioni
di Savino Pezzotta prenderà la parola Guglielmo Epifani.
La Uil, con il leader Luigi Angeletti intervenuto ieri, ha già fatto sapere di credere nella «possibilità di tornare a tessere il filo unitario». Gli argomenti da cui partire sono per Angeletti
il sistema contrattuale e il modello di rappresentanza. Entrambi sono al centro dell’analisi dell’assemblea cislina, su entrambi però le distanze con la Cgil sono note. Nella sua relazione Sergio Betti
ha ribadito l’opzione con cui la Cisl intende definire le regole della rappresentanza.
È accaduto con il Patto per l’Italia non firmato dalla Cgil che i sindacati si siano divisi, e addirittura per un contratto nazionale
quello dei metalmeccanici che le categorie di Cisl e Uil hanno definito con gli imprenditori senza l’ organizzazione più rappresentativa. Il dibattito è più che mai aperto, la Cgil spinge per una legge sulla rappresentanza, la Cisl è contraria e ieri ha ribadito di voler «affidare alla sola capacità negoziale delle parti le modalità con cui definire le regole di elezione e di funzionamento».
Ugualmente, sul modello contrattuale la Cisl propone un potenziamento del secondo livello, lasciando al contratto nazionale ruolo di cornice universale. Per la Cgil il contratto nazionale non va indebolito.
È un’annosa questione anche questa.
Di nuovo o rinnovato c’è invece la volontà di discutere insieme.