La Cisl riconcerta

16/06/2004






   
16 Giugno 2004
ECONOMIA



 

La Cisl riconcerta
Pezzotta invita il governo alla triangolazione. Cremaschi (Fiom): «No al liberismo»
Benzina sul salario La Cisl polemizza sugli effetti del caro petrolio sulle buste paga. Il governo svicola e insiste su fisco e pensioni. Oggi tocca alla Confindustria

PAOLO ANDRUCCIOLI


Il via l’ha dato il segretario generale Savino Pezzotta, con una intervista pubblicata ieri mattina dal
Sole 24ore. E’ necessario rilanciare la concertazione, che noi abbiamo sempre difeso in questi anni – ha detto Pezzotta – anche se «la nostra controparte politica non ha condiviso l’idea di fondo della concertazione stessa, che non è fatta solo di accordi, ma di partecipazione, di condivisione di obiettivi». Poi, il discorso è stato sviluppato nel corso di un convegno organizzato dalla Cisl e dal suo centro studi (il Cesos) proprio sul tema della partecipazione dei lavoratori e la governance delle imprese al livello europeo, al quale hanno partecipato tra gli altri, oltre ai rappresentanti di sindacati europeri, il sottosegretario al welfare, Maurizio Sacconi e Anna Maria Artoni, presidente dei Giovani industriali di Confindustria. Per la Cgil era presente Marigia Maulucci, della segreteria confederale, mentre Tiziano Treu (Margherita) ha rappresentato i giuristi, «non reduci, ma veterani» che credono nel «modello partecipativo» e Walter Cerfeda il sindacato europeo, oggi crogiuolo di esperienze sindacali molto diverse da questo punto di vista. La Cisl rilancia dunque con una certa decisione il modello tradizionale. Ma se non c’è il governo, ha spiegato ieri il segretario Pezzotta, non si può parlare di concertazione. D’altra parte anche accordi importanti (separati perché senza la Cgil), come il Patto per l’Italia e l’intesa sulla legge 30, non sono stati poi sviluppati adeguatamente. Così come – spiega sempre Pezzotta – non hanno avuto esito gli accordi tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria sui problemi dello sviluppo. Il documento di programmazione economica che ha portato all’attuale legge finaziaria non ne ha neppure tenuto conto; zero, come se non esistesse. Per la Cisl è arrivato dunque il momento di «cambiare marcia», facendosi forti delle ultime prese di posizione della Banca d’Italia, della Confindustria, dei Giovani imprenditori e di tante altre associazioni imprenditoriali che invocano un ritorno alla concertazione.

Alle sollecitazioni della Cisl, il sottosegretario Sacconi risponde con un certo imbarazzo spostando il discorso sugli ammortizzatori sociali, una delle tante promesse non mantenute dal suo stesso governo. Sacconi parla della necessità di ripartire dal dialogo sugli ammortizzatori sociali come se la colpa fosse di qualcun’altro. In realtà, le risorse finanziarie sono state indirizzate dal ministro Tremonti verso altri lidi e quella che avrebbe dovuto essere una delle basi portanti del Patto per l’Italia non si è mai concretizzata. Anna Maria Artoni esprime invece una posizione di disponibilità al dialogo con i sindacati e d’altra parte al convegno di ieri rappresentava un’organizzazione, la Confindustria, che ha già avviato le sue «consultazioni». Incaricato da Montezemolo di seguire i rapporti con i sindacati (delega alle relazioni industriali), il presidente di Federmeccanica, Alberto Bombassei, incontrerà questa settimana (separatamente) i tre segretari generali di Cgil, Cisl, Uil. Oggi tocca ad Angeletti, poi sarà la volta di Pezzotta e poi di Epifani.

Per quanto riguarda la Confindustria è fissato per oggi anche un altro appuntamento importante. In viale dell’Astronomia si riunisce infatti il direttivo. E’ la prima riunione ufficiale dopo l’elezione del nuovo vertice. Da indiscrezioni che sono circolate ieri, si è capito che nella riunione di oggi potrebbero essere anche affrontate le questioni politiche del dopo elezioni.

Intanto c’è grande tensione anche nella Cgil. Si apre infatti una fase nuova rispetto alla concertazione e al rapporto con gli altri sindacati confederali. Negli ultimi mesi c’è stato un evidente processo di avvicinamento, che è risultato molto chiaro durante l’assemblea nazionale dei quadri e dei delegati della Cgil a Chianciano. In quell’assise il segretario della Cisl, Pezzotta, aveva lanciato molti segnali di volontà di riavvicinamento. Discorso analogo sulle pensioni e i tanti annunci del governo sulla necesità di accelerare il processo «riformatore» (ma sarebbe più corretto parlare di controriforme) su pensioni e fisco. Ieri Maurigia Maulucci ha criticato però il concetto astratto di concertazione, quando non esiste una vera controparte, visto che questo governo ha sempre voluto agire a prescindere e contro i sindacati.

Molto duro infine il commento all’intervista di Pezzotta di Giorgio Cremaschi della segreteria nazionale della Fiom. Secondo Cremaschi, rilanciare la concertazione oggi, con questo governo, non significa altro che legittimare le peggiori politiche liberiste che proprio il governo Berlusconi ha teorizzato e praticato. «Al contrario – spiega il sindacalista della Fiom – i lavoratori hanno bisogno di una vera redistribuzione del reddito e di risultati salariali e normativi da conseguire già con gli imminenti rinnovi contrattuali». Al governo, conclude Cremaschi, non va chiesta una nuova concertazione, ma «una svolta sul terreno delle politiche economiche e della difesa dell’occupazione».