La Cisl prova a sfuggire alla tenaglia Cgil-governo

21/07/2006
    venerd� 21 luglio 2006

    SINDACALIA. TRA MEETING E FONDAZIONI

      Di Ettore Colombo

        La Cisl respinge l’idea del grande centro
        E prova a sfuggire alla tenaglia Cgil-governo

          Altro che �voglia di grande centro�. La verit� � che la Cisl si sente �stretta� da una manovra a tenaglia che vede come protagonisti da un lato il governo, specialmente l’asse Prodi-Bersani-Padoa Schioppa e dall’altro la Cgil, le coop rosse e Confindustria. S�, proprio Confindustria. Sono loro, questi poteri �reali� del Paese, pi� o meno forti che siano, che – temono i cislini – �cercano di stringerci in una morsa�, frenano – a loro dire – sulle iniziative da prendere contro le manovre economiche del governo e che �vorrebbero farci ingurgitare liberalizzazioni finte e Finanziarie pesanti senza fiatare�.

          Ragionano in questi termini fonti ben accreditate che si muovono a cavallo tra la galassia cislina e quella ecclesiale (nel senso della Cei di Ruini) e rispondono in questi termini se gli si pone la questione delle presunte mosse che vedrebbero la Cisl tra i protagonisti di una manovra finalizzata a disarcionare l’antipatico Prodi, l’odioso Padoa Schioppa (�amico del giaguaro�, cio� dei poteri forti del Paese, come lo ha definito il leader cislino Bonanni) e il governo – ai loro occhi o almeno cos� si presume – pi� inviso della Seconda Repubblica. Quello che somma alla sinistra riformista (Ds e Margherita) la sinistra radicale (Verdi, Pdci e Prc), dimenticando o trascurando �il centro�. E questo sarebbe il sogno segreto di ogni cislino, �rifare il centro�.

            La teoria in oggetto trova largo spazio, in questi giorni pre-estivi, sui grandi giornali. L’agosto del 2005, per dire, si parl� molto di �grande coalizione�, idea che non dispiaceva a molti, Cisl in testa, allora lanciata dall’ex commissario europeo Mario Monti, figura bipartisan a cui molti analisti prefiguravano un futuro da super-ministro dell’Economia. Come � andata � sotto gli occhi di tutti: sulla poltrona di via XX settembre siede, appunto, �l’amico del giaguaro�, quel Padoa Schioppa che � riuscito a siglare una (mezza) pace armata con Epifani e la Cgil, ma che non riesce proprio a venire a capo dei fremiti e dei messaggi obliqui provenienti da via Po, sede della Cisl di Bonanni. Tanto da essere sbottato, non molti giorni fa, con i suoi: �Ma cosa vuole, la Cisl?!�. �Rifare il centro� � la risposta obbligata che fa capolino da pi� parti. A dire la verit�, anche Enrico Cisnetto – un altro libero pensatore che non dispiace ai cislini – si d� molto da fare, in questo periodo, con i suoi convegni sulla �Terza Repubblica�. Uno di quei temi che i cislini adorano, discussione sulle �riforme� in testa, nonostante il �no� secco pronunciato al referendum sulla devolution. E, a fine agosto, si terr� a Rimini il Meeting, altro luogo topico per chi “ama” il centro.
            Uno dei �testimonial� del Meeting sar� proprio l’ex leader della Cisl Savino Pezzotta, che prender� parte anche a un convegno organizzato dai circoli folliniani dell’Italia di mezzo il prossimo 24 luglio. Pezzotta � anche uno dei protagonisti di �Reti in opera�, la “rete delle reti” dei cattolici sociali italiani, e avr� un ruolo di rilievo nel convegno ecclesiale della Cei che si terr� a Verona in ottobre. Ma l’orso bergamasco ha un orizzonte dichiarato da tempo, quello del partito democratico. La Cisl in parte s� (il segretario generale aggiunto Baretta) e in parte no (il segretario generale Bonanni). Molto pi� interessante, per i cislini �neocentristi�, saranno gli incontri e la �Fondazione� (ancora senza nome, ma legata a doppio filo a quelle europee Schumann e Adenuaer) che il Movimento cristiano dei Lavoratori guidato da Carlo Costalli, buon amico di Bonanni come del “numero tre” cislino Santini, lancer�. Quando? A fine agosto, ovvio. Poco prima del varo della Finanziaria, su cui la Cisl gi� da ora promette battaglia.