La Cisl compatta: via libera all’intesa

10/07/2002

Mercoledí 10 Luglio 2002



Pezzotta ottiene il sì all’unanimità del Consiglio: abbiamo mediato come in ogni trattativa, ma sull’art. 18 la sospensione non è a vita
La Cisl compatta: via libera all’intesa
Il segretario attacca: la Cgil ha scelto una deriva massimalista – Gli enti bilaterali non snaturano gli organismi sindacali
ROMA – Savino Pezzotta è riuscito nel suo intento. Il Consiglio generale della Cisl, seguendo l’esempio del Comitato esecutivo del giorno precedente, ha dato il suo avallo al Patto per l’Italia firmato da Governo e parti sociali venerdì 5 luglio. Una pronuncia massiccia che ha fatto piazza pulita delle divergenze, anche sostanziali, che si erano manifestate con insistenza in questi mesi e che avevano messo in difficoltà a volte il segretario generale, impegnato a portare avanti il confronto con Governo e imprenditori, ma allo stesso tempo a badare alle divergenze che si verificavano nel corpo vivo della sua confederazione. Il voto di ieri ha invece rimesso tutto in riga, confermando la forza del segretario generale. Anche i meccanici e le altre categorie meno disponibili hanno concordato infatti sulla bontà dell’accordo. Non solo per spirito di organizzazione, anche se certamente l’orgoglio Cisl nel momento in cui la confederazione è oggetto di critiche e attacchi funziona sempre. Ha avuto buon gioco una valutazione dei contenuti dell’accordo e soprattutto le potenzialità che questo esprime in termini di svolgimento di un ruolo non subalterno nei rapporti con il Governo e le controparti imprenditoriali. Il capitolo più difficile, ovviamente, è stato quello dell’articolo 18 e le nuove regole. «Tutti hanno avuto ben presente – ha sottolineato Pezzotta in una conferenza stampa che ha tenuto prima della conclusione del Consiglio generale – il punto da dove si partiva, soprattutto il fatto che la maggioranza aveva la forza necessaria per fare quello che voleva, anche per destrutturare tutto l’impianto del reintegro. E invece – ha detto – il Governo ha dovuto fare marcia indietro, accettando una sperimentazione e solo per una fattispecie ben specifica. È una mediazione tollerabile e governabile, come sempre quando si fa un accordo. Gli accordi – ha detto ancora – sono sempre figli di un compromesso, chi fa il sindacalista lo sa bene». Con la stessa determinazione il segretario generale della Cisl ha invece respinto le iniziali dichiarazioni del ministro Antonio Marzano (che più tardi si è corretto, come si spiega nell’articolo di fianco) sull’applicazione dell’articolo 18. «Deve correggere – ha detto – le sue indicazioni, che non stanno né in cielo, né in terra. Perché un diritto a vita all’applicazione del 18 è qualcosa che non esiste, non si tratta di un diritto individuale, è un diritto che si applica alle imprese, non agli individui». Verso la Cgil il segretario generale della Cisl ha manifestato qualche insofferenza. Ha parlato di «esagerazioni polemiche» quando si è riferito agli attacchi che Sergio Cofferati ha portato alla sua organizzazione. «Mi sembra esagerato – ha detto – che si parli di sindacato parastatale per il ruolo dato agli enti bilaterali. Noi siamo sempre stati un sindacato partecipativo, non vogliamo applicare l’articolo 39 della Costituzione perché non vogliamo che i partiti legiferino su di noi, ma per gli enti bilaterali è diverso. Del resto – ha aggiunto – negli enti in funzione la Cgil c’è, eccome se c’è, e allora non dicano che è uno snaturamento del sindacato». Pezzotta non vuole escludere la Cgil dalle prossime mosse, anzi si è augurato che ci sia un ripensamento, ma ha affermato che partecipare alle sessioni di attuazione dell’accordo vuol dire, al di là di qualsiasi dubbio, che si accetta quell’accordo. «La verità – ha detto – è che sempre più convivono due modelli, uno autonomo nei suoi valori, non disposto a schierarsi politicamente, un altro che invece ha scelto una strada massimalista, che non condividiamo». E per questo ha respinto l’ipotesi lanciata da Cofferati, di sottoporre a un referendum di tutti i lavoratori il patto del 5 luglio. «Un accordo della Cisl – ha detto – lo valutano gli iscritti Cisl, non quelli Cgil, questo è il pluralismo sindacale. Quando ci sarà il sindacato unitario, e noi lo volevamo e abbiamo proposto di costruirlo assieme, allora soltanto si sentiranno tutti assieme i lavoratori». Un risultato importante per Pezzotta, che aiuta l’immagine della Cisl. Immagine che peraltro sembra abbastanza forte, almeno a quanto emerge da un’indagine che la Cisl di Roma e del Lazio ha commissionato ad Abacus. Emerge dalle interviste effettuate una forte fiducia dei cittadini, specie dei più giovani, il che è confortante, nel sindacato e in quello confederale in particolare, al quale viene riconosciuto un ruolo importante nella difesa dei diritti di tutti prima ancora che dei diritti di lavoratori e pensionati. Della Cisl si apprezza molto il carattere a-partisan, la neutralità.

Massimo Mascini