La Cisl apre la battaglia del «cuneo»

16/05/2006
    marted� 16 maggio 2006

    Pagina 21 – Economia e Finanza

    PRIMI SEGNALI AL GOVERNO

      La Cisl apre la battaglia del �cuneo�

        ROMA
        Primi segnali al governo sul fronte del fisco e del lavoro, messaggi chiari e senza possibilit� di essere male interpretati. Raffaele Bonanni, neosegretario della Cisl, ha chiesto ieri una riduzione del cuneo fiscale rapida, aggiungendo per� che il taglio dovrebbe essere mirato a obiettivi specifici: per esempio �la trasformazione dei contratti precari in lavoro a tempo indeterminato�. � un invito che si unisce al doppio appello giunto da due interlocutori differenti, e sulla carta non omogenei – come Federmeccanica e Cgil -, uniti nel chiedere il taglio del peso fiscale che grava sugli stipendi con una decisione solerte. Tutto questo, � il principio che sta dietro al pressing, � dovuto alla necessit� di dare uno choc positivo all’economia italiana.

          L’esecutivo Prodi sar� in carica fra poche ore, ma gi� sul tavolo la lista delle richieste delle parti sociali � lunga e pressante. L’idea della Cisl simboleggia l’impeto del sindacato: se il taglio del cuneo fiscale venisse diluito in tanti rivoli, costituirebbe l’ennesima metamorfosi della contribuzione a pioggia (inefficace). Occorre, invece, puntare su obiettivi apprezzabili. Ieri Bonanni ha parlato di �una iniziativa forte sul lavoro precario�, in precedenti circostanze a questa voce aveva affiancato quelle dell’�innovazione e della ricerca� e degli �investimenti produttivi al Sud�. Questa posizione avanzata dal leader della Cisl si confronta con quella espressa in pi� occasioni dai vertici di Confindustria e riassumibile in questi termini: se il costo del lavoro deve essere pi� basso per battere la concorrenza, non si pu� che privilegiare il sistema delle imprese che questo costo sopportano. �Il governo che verr� – dice l’economista Riccardo Faini – dovr� dibattersi tra un investimento ottimale di questi cinque punti di taglio fiscale e la necessit� politica di distribuirne i vantaggi tra le parti�. Nella sostanza, secondo Faini, il governo dovr� per prima cosa quantificare l’entit� di questa somma, quindi potr� scegliere di destinarla ai salari pi� bassi perch� possano recuperare un potere di acquisto, oppure di agevolare la trasformazione dei contratti precari in stabili (come chiede la Cisl), o infine di sostenere gli investimenti delle imprese nell’innovazione e nella ricerca. �Quello che non potr� fare invece – secondo l’economista – � dare a tutti qualcosa, perch� per essere efficace una misura deve poter contare su una massa critica�. Il dilemma politico sar� nella scelta.

          [r.mas.]