La Cisl accusa: «Tragedia evitabile»

21/11/2007
    mercoledì 21 novembre 2007

      Pagina 36 – Provincia

        La tragedia di Pieve. La direzione del centro commerciale si scusa per la chiusura ritardata di lunedì. La Procura nomina un consulente

          La Cisl accusa: «Tragedia evitabile»

            Ieri volantinaggio di protesta al Bennet. L’operaio ha donato gli organi

              PIEVE DI SOLIGO. Donazione degli organi. Questa la decisione della famiglia di Claudio De Pellegrin, il caporeparto vittima lunedì 19 novembre di un incidente sul lavoro nel magazzino del centro commerciale Bennet di Pieve. L’uomo sarebbe stato stritolato dalle forche del carrello elevatore sul quale si trovava, precipitato improvvisamente. Sono ancora in corso le indagini degli inquirenti dello Spisal. Si attende la nomina da parte della procura di Treviso del Ctu. «La tragedia – accusa Mirco Ceotto della Cisl – poteva essere evitata».

                La famiglia della vittima ha autorizzato nella serata di lunedì l’espianto degli organi. A farlo sapere è il papà Franco. «Doneremo gli organi – racconta con la voce strozzata dal pianto – perché qualcun altro possa vivere». Claudio De Pellegrin, 40 anni, sposato da 7, ha perso la vita lunedì poco prima delle 14, a seguito di un incidente sul lavoro nel centro commerciale Bennet. Secondo le ultime ricostruzioni effettuate dallo Spisal, l’operaio che stava sistemando della merce nel magazzino, sarebbe rimasto schiacciato al collo dalla forca del carrello elevatore sul quale si trovava, improvvisamente precipitata. Si attende che la Procura nomini il Ctu per i controlli che interesseranno la parte meccanica dell’elevatore. De Pellegrin lavorava nell’ipermercato da tre anni, fin dall’apertura. Dapprima come aiuto alla vendita e poi come responsabile del reparto bazar. Un amico per tutti i suoi colleghi e un dipendente stimato dai superiori. Così lo descrive Sandro Michelet, responsabile di filiale. E’ stato lui lunedì a chiamare i soccorsi dopo essere stato avvisato dall’unico testimone della tragedia, un giovane dipendente che stava lavorando nel magazzino. Ieri il centro commerciale è rimasto aperto, ma le luci erano soffuse e la musica spenta. Si sta decidendo per la riduzione dell’organico il giorno dei funerali affinché i colleghi possano dare l’ultimo saluto a Claudio nella chiesa di San Martino a Conegliano. Nel frattempo i vertici dell’azienda fanno sapere che è stata avviata un’indagine interna e si sono scusati per la chiusura avvenuta lunedì solo 3 ore dopo la tragedia: è stato un ritardo tecnico legato alla necessità di contattare la sede centrale. Ieri mattina è stato organizzato dai rappresentanti sindacali Cgil e Cisl un volantinaggio all’ingresso del centro commerciale per sensibilizzare la clientela sul tema della sicurezza nel lavoro. «E sempre ieri mattina – spiega Mirco Ceotto, segretario generale della Fisascat Cisl Treviso – abbiamo avuto anche un incontro con la dirigenza sui temi della tutela e formazione. In un’azienda come quella del Bennet, che conta 70 dipendenti, è impensabile che non ci possa essere spazio per l’informazione sindacale». «La tragedia di lunedì – aggiunge poi – poteva essere evitata. Il problema è che spesso il sistema di immagazzinamento della merce è troppo costretto perché tutto lo spazio viene dato alla vendita. Nei magazzini si finisce perciò per usare mezzi che potrebbero non essere idonei allo scopo».

                D’accordo con queste dichiarazioni anche Luigino Tasinato, segretario generale della Filcams Cgil Treviso. «Oltre tutto – aggiunge Tasinato – va considerato che alla Bennet non riusciamo a parlare con i lavoratori, è una delle poche aziende ancora non sindacalizzate e per questo lavoratore non è bastato purtroppo. Ancora una volta, siamo davanti a una tragedia, vicini alla famiglia di Claudio, ma determinati a far rispettare le leggi e il contratto». Lunedì è fissato un nuovo incontro tra i sindacati di categoria e la dirigenza del centro commerciale in cui verrà concordata la data per un’assemblea coi lavoratori.