La Cgil vuole una legge per estendere lo Statuto

13/06/2002




La Cgil vuole una legge per estendere lo Statuto

M.M.
ROMA – La Cgil si schiera a favore dell’estensione delle tutele ai lavoratori che ne sono privi. Ma crede che sia giusto rincorrere questo obiettivo con una legge di iniziativa popolare, per la quale ha deciso di raccogliere le firme, non con un referendum abrogativo che estenda lo Statuto dei lavoratori alle aziende con meno di 15 lavoratori. Evidentemente la Cgil pensa che una battaglia del genere sarebbe perdente e boccia l’intenzione di Rifondazione comunista che sta cercando i consensi popolari per questa battaglia. La decisione è stata presa ieri a grande maggioranza dal direttivo confederale, che ha invece approvato all’unanimità la proposta di Sergio Cofferati di tenere un nuovo sciopero generale. La decisione di bocciare l’iniziativa di Rifondazione comunista è stata votata da 89 membri del direttivo, mentre 25 si sono astenuti. Tra questi Gianpaolo Patta e Paolo Agnello Modica, Gianni Rinaldini e Giorgio Cremaschi, Claudio Sabattini e Dino Greco. Solo Ferruccio Danini e Carlo Baldini hanno invece votato un altro ordine del giorno che suggeriva di sostenere anche finanziariamente il referendum di Rifondazione. Pieno consenso generale invece all’idea di uno sciopero generale, ad avviso di Cofferati del tutto necessario. A suo avviso infatti, come ha affermato al termine della riunione del direttivo, esistono «ragioni consistenti e serie per contrastare le intenzioni del Governo, che – ha sottolineato – non sono categorie dello spirito, ma atti scritti e presentati in Parlamento». Per questo il segretario generale della Cgil ha criticato nuovamente con asprezza l’atteggiamento di Cisl e Uil, che a suo avviso hanno commesso un «errore grave», dal momento che «nulla è cambiato nell’atteggiamento del Governo». Cofferati ha detto che Pezzotta e Angeletti si sono messi «su una china che non si sa dove li porterà» dopo aver deciso di riprendere a trattare «cose che assieme era stato deciso di non negoziare». Il segretario generale della Cgil ha anche polemizzato con il presidente di Confindustria, secondo il quale lo sciopero generale proclamato dalla Cgil era un errore che avrebbe costituito un costo aggiuntivo per i lavoratori. «Gli scioperi – ha fatto notare Cofferati – sono sempre costosi per i lavoratori. Anzi, ha detto, il fatto etico dello sciopero è proprio questo, che i lavoratori rinunciano a una parte della loro retribuzione per sostenere una causa che ritengono giusta». La manovra in discussione, ha rilevato il segretario generale della Cgil, «vuole togliere ai figli i diritti che i padri hanno conquistato con dure lotte, ed è per questo che i padri sono disposti a lottare al fianco dei loro figli». Cofferati ha anche commentato le indicazioni del Fondo monetario, che ha definito «preoccupanti per il Paese, negative per il Governo». A suo avviso non c’è comunque necessità di una nuova riforma previdenziale, dato che il sistema è in equilibrio.

Giovedí 13 Giugno 2002