La Cgil vuole portare la soglia a 7 dipendenti

04/07/2002



Giovedí 04 Luglio 2002
La Cgil vuole portare la soglia a 7 dipendenti
ROMA – L’articolo 18 e tutte le tutele previste dallo Statuto devono essere applicate ai lavoratori di aziende fino a 7-8 dipendenti. Il direttivo Cgil dell’8-9 luglio proporrà di abbassare l’attuale soglia di 15 dipendenti, ma non solo: verrà varato un pacchetto di proposte, annunciato ieri in un convegno dal numero due Guglielmo Epifani e dal segretario confederale, Giuseppe Casadio, che riguarda anche la riforma degli ammortizzatori sociali, il lavoro parasubordinato, le procedure di conciliazione e arbitrato. Proposte da portare avanti con disegni di legge di iniziativa popolare. Articolo 18. Troppo alta la soglia dei 15 dipendenti. Meglio abbassarla a 7-8 dipendenti ed estendere le tutele dello Statuto, compreso il reintegro in caso di licenziamento senza giusta causa. Al di sotto di questa soglia, in caso di licenziamento illegittimo, deve essere garantita la riassunzione oppure viene ipotizzata una sanzione con il risarcimento del "danno reale", superiore all’attuale indennizzo che va dalle 2,5 alle 6 mensilità. Per le imprese che fatturano sotto i 250 milioni di euro viene stabilito un massimale. Ammortizzatori sociali. L’indennità di disoccupazione modello Cgil prevede il 60% dell’ultimo salario per un anno (a patto che il dipendente abbia lavorato 52 settimane negli ultimi due anni), da finanziare tramite la fiscalità generale. L’attuale Cig dovrebbe elargire l’80% dell’ultimo stipendio per due anni, andrebbe estesa a tutti i settori e sarebbe a carico delle aziende (resterebbe l’attuale percentuale dell’1,6 del monte salari). Il provvedimento, secondo Casadio, si autofinanzia, come avviene oggi per la cassa integrazione, il cui fondo è attivo. In caso di chisura definitiva dell’attività o se il dipendente non viene riassunto, alla fine della Cig scatta la mobilità. Questa riforma costerebbe 5 miliardi. Lavori parasubordinati. La Cgil propone un contratto unico con due opzioni: il tradizionale lavoro dipendente e le collaborazioni coordinate e continuative, che possono avere più flessibilità di orario e salario. Le tutele sono le stesse per tutti, compresa l’applicazione dello Statuto. Arbitrato e conciliazione. La conciliazione andrebbe prevista all’interno del processo e lo stesso giudice potrebbe fare da arbitro. Esclusi licenziamenti e trasferimenti: per questi, la Cgil prevede corsie preferenziali.

N.P.