La Cgil tentata dallo sciopero separato

09/02/2002





Il congresso di Rimini – Crescono le divergenze strategiche tra la confederazione di Cofferati e Cisl e Uil
La Cgil tentata dallo sciopero separato
Ma anche all’interno del maggiore sindacato convivono posizioni e sfumature diverse Massimo Mascini
(DAL NOSTRO INVIATO)

RIMINI – Sergio Cofferati spiegher� questa mattina al popolo della Cgil le ragioni dell’ineluttabilit� di uno sciopero generale. Chiudendo il congresso davanti a 10mila persone, il segretario del maggiore sindacato italiano ribadir� la decisione di continuare nonostante tutto a chiedere alle altre confederazioni la prova pi� forte, per convincere il Governo a cedere sullo stralcio dell’articolo 18, quelle dei licenziamenti. I dubbi che i segretari di Cisl e Uil hanno espresso davanti al congresso nei loro interventi non lo fermeranno. Continuer� a spiegare perch� non � possibile fermare la mobilitazione in atto da settimane. Lo far� sull’onda del congresso, dove per tutta la giornata si � continuato a dibattere quasi solo questo tema, mettendo in evidenza le posizioni pi� disparate. Il documento finale del congresso affermer� infatti l’importanza dello sciopero generale, al limite anche da soli, ma la Cgil tutto � meno che un monolite su questo punto. Ci sono i pi� drastici, con in prima fila il segretario dei meccanici, Claudio Sabattini, convinto di dover andare avanti anche in solitudine. E ci sono quelli che pensano invece che si debba recuperare a tutti i costi un massimo di unit� sindacale, non perch� non sia giusto pensare di arrivare allo sciopero generale, ma perch� solo uniti si pu� sperare di far cambiare idea al Governo. L’unit� in effetti � un po’ pi� lontana, come anche ha rilevato ieri il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta, ma resta un valore per tutti, anche per i pi� scettici. I pi� drastici sono i metalmeccanici, nuovi e vecchi. Giorgio Cremaschi, appena entrato in segreteria Fiom, pensa che non si possa rinunciare allo sciopero generale perch� � la cosa pi� temuta dal Governo. Per Gianni Rinaldini, tra qualche settimana segretario generale Fiom, lo sciopero generale � almeno �inevitabile�, come dimostrano, afferma, le stesse parole pronunciate da Pezzotta. �Il segretario della Cisl – ricorda Rinaldini – ha detto due cose, che tra noi esistono divergenze strategiche e che non accetta regole di comportamento. Ma questo altro non � che la premessa per giustificare accordi separati, perch� senza regole e avendo differenze tra noi cos� forti, un accordo unitario non pu� che essere figlio del caso�. Per lo sciopero generale � anche Laimer Armuzzi, segretario dei dipendenti pubblici. Solo che ha annunciato un percorso diverso, perch� a suo avviso l’unit� d’azione va costruita dal basso, nei posti di lavoro, partendo dagli scioperi forti di queste settimane. �Convinceremo i lavoratori di Cisl e Uil – ha detto – e sciopereremo, anche a costo di dispiacere ai vertici di queste due confederazioni�. Un invito a non demonizzare lo sciopero generale � venuto da Valeria Fedeli, segretario generale dei tessili, che pure � molto attenta all’unit�, tanto che ha gi� messo a punto con i tessili di Cisl e Uil delle norme per regolare i contratti europei e, quindi, anche quelli nazionali. Un richiamo forte quindi alle ragioni dell’unit�, lo stesso che viene da un altro metalmeccanico, Roberto Nencini. A suo avviso c’� una differenza netta, perch� l’unit� � �una strategia� per le organizzazioni sindacali, una �necessit� assoluta� per i lavoratori. �Dobbiamo batterci – dice – per far prevalere il peso dei lavoratori, ma non credo sar� difficile, perch� in queste settimane i valori unitari si sono rafforzati�. Meno affezionati alle ragioni dello sciopero generale da fare comunque sono Edoardo Guarino, leader dei chimici, e Agostino Megale, presidente dell’Ires. Per il primo � importante non spezzare i fili unitari intessuti in queste settimane da Cofferati, e cercare di cambiare la testa di chi ha votato per Berlusconi, perch� questa � la strada per costringere il Governo a cambiare strada. Per il secondo � indispensabile andare avanti, non arrendersi mai, ma nemmeno dimenticare che per la Cgil lo sciopero non � mai stato un fine, la spallata finale, ma solo uno strumento per raggiungere gli obiettivi unitariamente individuati. E le differenze manifestatesi, crede, non devono spingere la Cgil a �rinunciare a costruire le condizioni per continuare unitariamente la battaglia per i diritti�. Interessante anche il discorso svolto da Aldo Amoretti, segretario della Sicilia. Pezzotta e Angeletti �non hanno detto n� corbellerie, n� malvagit�, ma hanno certamente detto una sciocchezza quando hanno affermato l’inutilit� dello sciopero generale�. Importante � sempre mettere a confronto le proprie tesi. �Perch� – spiega – rincorrere accordi magari solo parziali non � certo opportunismo straccione, ma tutto deve sempre partire dal confronto delle idee�. Mauro Zipponi, segretario dei metalmeccanici lombardi, critica la Cgil perch� non � stata esposta una vera strategia sindacale. �In questo vuoto – dice – resta solo la proposta di Pezzotta�.

Sabato 09 Febbraio 2002