La Cgil si divide tra Quercia e Rifondazione

10/04/2006
    sabato 8 aprile 2006

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        SINDACALIA - NESSUNO PENSA ALLA ROSA, MENTRE LA CISL GUARDA ALLA MARGHERITA

          La Cgil si divide tra Quercia e Rifondazione

            Una Cisl che non schiera nessun candidato, nemmeno di seconda fila, ma che � sempre pi� orientata a votare le ali pi� moderate dello schieramento con una discreta preferenza per la Margherita. E una Cgil che si spende compatta per l’Unione e recupera, tra gli iscritti, una bella fetta di astensionisti o tiepidi di cinque anni fa. I candidati cigiellini sono quasi tutti in lista nei Ds, qualcuno nel Pdci mentre un bel gruppo corre (il segretario della Fiom di Milano Maurizio Zipponi su tutti) o sponsorizza (il segretario nazionale Giorgio Cremaschi in testa) Rifondazione, partito a favore del quale l’altro giorno si poteva leggere su Liberazione un invito al voto da parte di cigiellini “non iscritti”. Quasi tutti concentrati in Camere del lavoro “rosse” (Emilia) e nella Fiom (Francesca Re David e Alessandra Mecozzi i nomi pi� di spicco), ma non il segretario generale Gianni Rinaldini, ancora formalmente iscritto ai Ds. La Uil, infine, si divide tra Quercia, partito che va per la maggiore grazie all’ottimo lavoro svolto dal lato ds da Cesare Damiano e all’interno da Paolo Pirani, ma annovera anche la candidatura di Adriano Musi con il listone in quota Repubblicani europei e buone adesioni per la Rosa nel pugno. Che ne raccoglie meno di zero in casa Cgil.

            Sfumata la candidatura con i Dl del segretario uscente Savino Pezzotta, che lascer� l’incarico luned� e rester� segretario dimissionario fino al consiglio generale del 27 aprile che elegger� la nuova coppia di comando, Raffaele Bonanni (generale) e Pierpaolo Baretta (aggiunto), in Cisl c’� anche chi non apprezza il �disimpegno� totale dalla politica. Per il segretario della Funzione pubblica Rino Tarelli �la politica non � una cosa sporca, serve a fare da camera di compensazione alle istanze che rappresentiamo come sindacato. Candidati provenienti dalla nostra esperienza sarebbero stati utili e necessari�, dice. Poi fa capire che l’attuale maggioranza, �che non fa contratti, li procastina o non trova le risorse� difficilmente sar� votata, in Cisl. Tarelli ha partecipato a iniziative politiche ad hoc (riforma del pubblico impiego) con Treu e Bassanini di concerto con l’omologo cigiellino. Il segretario confederale Giorgio Santini s’� diviso in modo bipartisan tra Mastella, Treu e Sacconi e ha discusso di lavoro e sistema industriale: riconosce che �tra dirigenti e iscritti c’� differenza, con i primi pi� orientati verso il centrosinistra�, ma nota anche lui che �questo governo dai nostri sar� probabilmente bocciato, con preferenza, dentro l’Unione, per la Margherita�. Il segretario confederale e responsabile organizzativo Sergio Betti sottolinea che �l’incompatibilit� riguarda non solo le candidature ma anche il prestare sedi e simboli ai partiti. Chi partecipa a iniziative politiche lo fa a titolo personale�, ri-declinando un valore sacro, per la Cisl, l’autonomia. �In una campagna elettorale cos� brutta e aspra il nostro spazio � riaffermarla, interpretando la domanda sociale dei lavoratori, chiunque vinca. Comunque – spiega – credo che le preferenze cisline vadano alle ali moderate dei due schieramenti, vicine alla persona e alla dottrina sociale della Chiesa�.

              In Cgil il problema non se lo pongono neppure: tutti sono impegnati da mesi a far campagna come muli per l’Unione. Una vittoria del centrodestra, o un pareggio, equivarrebbe a un disastro, per la Cgil, mentre aiuterebbe di gran lunga il riposizionamemento della Cisl. A spendersi molto sono stati in quattro: il segretario generale Epifani (a Venezia, Milano e Roma le sue iniziative pi� importanti), i segretari confederali Carla Cantone (fassiniana) e Paolo Nerozzi (correntone), il presidente dell’Ires Agostino Megale (riformisti). La “nuova unit� interna” � salda e regge bene il post-congresso. Mercoled� si riunir� la segreteria, che si asciugher� a dieci membri con le le uscite di Titti Di Salvo, candidata alle politiche in quota correntone ds, e di Giampaolo Patta, leader della ex minoranza che far� il segretario della Cgil veneta. Il gruppo dirigente dovrebbe accentuare, in prospettiva, compattezza e profilo unitario. Nerozzi non ha dubbi: �Mi auguro una vittoria netta dell’Unione e di Prodi e che vengano premiate forze come Ds e Prc. Il primo impegno � la lotta alla precariet�, abolizione della legge 30 in testa, come di Moratti e Bossi-Fini. Poi penseremo al resto, rilancio industriale e patto fiscale�. Megale spera che �si rafforzino, con Prodi, listone e Ds�.