La Cgil: sciopero generale il 25 giugno Marcegaglia: un errore

10/06/2010

ROMA— (Enr. Ma.) «Io non lo farei. Se io fossi Guglielmo Epifani non avrei proclamato uno sciopero». La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, boccia lo sciopero generale che ieri il direttivo della Cgil ha confermato per venerdì 25 giugno. «Credo che se questa manovra ha un difetto— aggiunge Marcegaglia— è che i tagli dovrebbero essere ancora di più. Non si può scioperare contro il taglio della spesa pubblica, perché è quello che si sta facendo in tutta Europa e noi ne abbiamo bisogno per l’alto debito pubblico. Guardiamo a quello che ha fatto la Germania, una manovra da 80 miliardi totalmente strutturale, che prevede 15 mila dipendenti pubblici in meno». Il direttivo della Cgil ha chiuso ieri i suoi lavori proprio con la proclamazione dello sciopero generale del 25 giugno. Che sarà di 4 ore nel settore privato e per l’intera giornata nel pubblico impiego, con manifestazioni regionali e territoriali. Sabato 12 si svolgerà invece la manifestazione nazionale di protesta a Roma. La mobilitazione, secondo la Cgil, è necessaria per respingere una manovra che lo stesso Epifani definisce «iniqua e sbagliata» perché presenta il conto soprattutto a lavoratori, in particolare quelli pubblici, e pensionati: «prende di più da chi ha di meno» e «non sostiene i consumi». Critici con la Cgil anche Cisl e Uil. Secondo il segretario Cisl, Raffaele Bonanni, «Epifani organizza manifestazioni solo per ospitare partiti mentre è lontano dal mondo del lavoro. La sua politica è da Grecia, non da un Pese come il nostro che deve fare massima attenzione ai suoi debiti e alla sua credibilità».