La Cgil sabato porta in piazza la crisi

12/11/2009

Di tutto si parla tranne che della crisi. «Governo e politica non ne parlano e non se ne occupano», dice Guglielmo Epifani «è paradossale », aggiunge. Per i lavoratori che in piazza del Popolo presidiano il gazebo della Cgil e lo ascoltano, è qualcosa di più. Appesi al collo hanno grandi cartelli con la fotocopia della busta paga da cassintegrati: 854 euro al mese.
Sono della Scm Group di Rimini e anche loro sfileranno sabato per le vie di Roma, per dire che la crisi c’è. La manifestazione rientra in un pacchetto con cui la Cgil torna a incalzare il governo «inerte», «per avere risposte ». Sugli ammortizzatori sociali, sulla politica industriale e sul sostegno al reddito da lavoro e pensione. «A noi risulta che solo mille precari sui 300mila che hanno perso il lavoro hanno avuto l’indennità di disoccupazione del 20%, ossia quasi niente», rivela Epifani a proposito di una delle misure che Palazzo Chigi vanta come “rafforzamento” della rete di tutele. Il corteo partirà alle 14 da piazza della Repubblica, si fermerà in piazza del Popolo. Sarà una «grande manifestazione », viene spiegato, «non oceanica, ma partecipata e rappresentativa della fase che il mondo del lavoro attraversa». Sfilerà la sola Cgil. Ma Epifani non rinuncia a sperare a un ritorno all’unità con Cisl e Uil, almeno sulla crisi. «È un’anomalia che non si possa fare una manifestazione unitaria come accadeva in altri tempi. Ma con l’aggravarsi della crisi spero e chiedo che ciò sia possibile, perché avrebbe più forza».
Chissà: dopo mesi di buon rapporto con l’esecutivo, la Cisl ha deciso di mobilitarsi, evidentemente le risposte fin qui (non)date non soddisfano neanche Raffaele Bonanni.
All’unanimità il comitato esecutivo di via Po ha deciso che il 27 novembre sarà in campo in tutte le città a difesa di salari, pensioni e Sud e per un fisco più equo.