La Cgil ricompatta l’ala destra, Megale con Epifani

10/03/2005

      lunedì 7 marzo 2005
    Diario sindacale

    La Cgil ricompatta l’ala destra, Megale con Epifani
    Trattativa metalmeccanici: Tiboni chiede di più. Romagnoli: legge sulla rappresentanza. Tregua nella Cisl

      di Enrico Marro

        Il gruppo dei riformisti della Cgil rientra nei ranghi. Nei giorni scorsi gli animatori dell’«area dei 49» – Agostino Megale , Aldo Amoretti , Giorgio Roilo - hanno riunito l’ala destra della confederazione guidata da Guglielmo Epifani e deciso, come spiega lo stesso Megale, di «superare l’esperienza nata nel settembre del 2003», quando appunto una cinquantina di dirigenti Cgil, tra i quali c’era il leader di Milano Antonio Panzeri nel frattempo diventato europarlamentare, uscì allo scoperto con un documento critico verso Epifani e il rischio di una deriva a sinistra dell’organizzazione (Epifani aveva deciso di schierare la Cgil per il «sì» sul referendum sull’estensione dell’articolo 18 alle piccole imprese, promosso tra gli altri da Rifondazione). Determinante nella scelta dei riformisti è stato l’esito del recente congresso dei Ds, che ha visto il superamento della contrapposizione tra lo stesso partito e la Cgil che aveva invece caratterizzato le assise di Pesaro del 2001. Merito, riconosce Megale, anche di Epifani, che non ha sottoscritto alcuna delle mozioni congressuali, «liberando così la discussione all’interno dell’organizzazione». Nel 2001, invece, l’allora segretario generale, Sergio Cofferati , e quasi tutti i dirigenti di Corso d’Italia – con l’eccezione di Megale, Panzeri, Amoretti e pochi altri che già da allora stavano con la maggioranza dei Ds – si schierarono con la mozione del «correntone» che venne sonoramente sconfitta dallo schieramento Fassino-D’Alema . Epifani, insomma, non avrà più una spina nel fianco da destra. Ma proprio per questo dovrà stare attento a non ritrovarsene una da sinistra.

          La trattativa sul contratto dei metalmeccanici, come previsto, è partita male. «In salita», dice il presidente della Federmeccanica, Massimo Calearo . Ma nel sindacato c’è anche chi pensa che la richiesta di Fiom-Fim e Uilm di aumenti di 130 euro sia assolutamente insufficiente. La Cub, guidata da Piergiorgio Tiboni (espulso dalla Fim-Cisl nel ’91) chiede 250 euro, il ritorno della scala mobile e 25-30 euro mensili di contributo per la previdenza integrativa.

            Sulla rivista Il Mulino , Umberto Romagnoli , sostiene che il sindacato non può più sfuggire a una legge sulla rappresentanza, pena la perdita di legittimità. Secondo il giuslavorista vicino alla Cgil, una regolamentazione normativa è necessaria perché il sindacato, pur essendo un soggetto privato, entra di fatto nella sfera delle funzioni pubbliche e quindi ci vogliono garanzie sulla sua democraticità. Ma deve essere una legge proposta dagli stessi sindacati. La Cisl, però, continua a restare contraria, temendo di venire schiacciata dalla Cgil.

              Tregua nella Cisl sul caso dei ricorsi ai probiviri che vedevano sotto inchiesta, per irregolarità amministrative, alcuni dirigenti di categoria e territoriali. Inchieste che avevano suscitato bagarre nella segreteria di via Po e portato alle dimissioni del presidente dell’organo della magistratura interna Demetrio Vartolo , e di uno dei membri, Sandro Maria Carucci . Su proposta del segretario della Cisl, Savino Pezzotta , il consiglio generale ha nominato nuovo presidente Giancarlo Perrone , ordinario di diritto del lavoro. L’accordo prevede anche che l’intero collegio dei probiviri sia rinnovato al congresso della Cisl di luglio mentre i giudizi in corso vengono di fatto archiviati.