La Cgil: primo, difendere il potere dei salari

07/10/2002

          sabato 5 otobre 2002

          Il direttivo della confederazione approva all’unanimità il documento che delinea la strategia per i prossimi rinnovi contrattuali
          La Cgil: primo, difendere il potere dei salari

          MILANO Tutela dei diritti dei lavoratori e
          difesa del potere d’acquisto dei salari. Soprattutto
          in vista dei prossimi rinnovi contrattuali.
          Sono queste le linee guida che
          ispireranno l’azione della Cgil, nei prossimi
          mesi, nelle trattative per i rinnovi contrattuali.
          Proprio nel momento in cui Confindustria,
          con il presiende di Federmeccanica,
          Bombassei, e con i giovani industriali,
          torna all’attacco.
          La strategia della confederazione – preoccupata
          «dai danni provocati da importanti
          e significativi accordi separati di categoria
          e confederali» – è stata approvata
          giovedì all’unanimità dal comitato direttivo
          e si fonda su cinque punti. Rinnovato
          «no», anzitutto, al Patto per l’Italia, che
          riduce i diritti dei lavoratori e favorisce il
          processo di precarizzazione. L’indisponibilità
          alla modifica del ruolo del sindacato
          attraverso «nuovi ed impropri compiti da
          assegnare agli enti bilaterali». La valorizzazione
          della parte normativa dei contratti
          in grado di consentire ad Rsu e sindacato
          di intervenire efficacemente sui processi
          produttivi, le ristrutturazioni, le delocalizzazioni
          e le esternalizzazioni. Il rafforzamento
          della contrattazione nazionale e la
          riqualificazione di quella decentrata entro
          un sistema di relazioni industriali capace
          di rappresentare gli interessi di tutte le
          tipologie di lavoro. E, non certo ultimo,
          l’aumento del potere d’acquisto dei salari.
          Il documento della Cgil si sofferma in
          particolare su quest’ultimo punto. La confederazione
          guidata da Guglielmo Epifani
          ritiene infatti che i salari, dopo lo smantellamento
          della politica dei redditi voluta
          dal governo e le scelte contenute nella legge
          finanziaria, si difendono «attraverso
          l’adeguamento delle retribuzioni all’inflazione
          reale, individuando l’inflazione prevedibile»
          e procedendo attraverso «il recupero
          del differenziale del biennio precedente,
          nonchè la redistribuzione, anche
          nella contrattazione di primo livello, di
          quote di incrementi di produttività di settore».
          Al secondo livello, cioè alla contrat-
          tazione aziendale o territoriale, sarà invece
          demandata la contrattazione «del salario
          per obiettivi e legato alla professionalità».
          La sfida che la Cgil vuole vincere in
          questa fase di rinnovi contrattuali è, insomma,
          finalizzata all’obiettivo di «tutelare
          concretamente retribuzioni e diritti dei
          lavoratori e delle lavoratrici, oggi ancor
          più esposti dalla politica sperequativa e
          iniqua del governo e dagli effetti dell’inflazione».
          Un passo importante del documento
          è dedicato infine alla trattativa sul pubblico
          impiego, impegnato in una difficile partita
          per i rinnovi contrattuali. La Cgil chiede
          di «integrare le risorse economiche previste
          dall’accordo di febbraio 2002 fra organizzazioni
          sindacali e governo, proseguendo
          nella strategia della valorizzazione
          nei contratti di lavoro pubblico e della
          qualità dei servizi che le pubbliche amministrazioni
          offrono ai cittadini, battendo i
          tentativi di impoverire la qualità del pubblico
          per favorire il privato».