La CGIL per i diritti dei giovani

04/10/2010

Sabato prossimo 9 ottobre, le piazze delle città italiane si popoleranno di giovani, di lavoratori, di pensionati, di immigrati che, nel corso di manifestazioni variamente organizzate, riceveranno informazioni sui diritti, sulle tutele e i servizi della CGIL. Siamo giunti alla terza edizione di questo evento, diventato un appuntamento annuale dell’inizio d’autunno, che ha visto sempre una grande partecipazione. Tante domande, tante richieste di notizie sul lavoro, sul fisco, sulle pensioni, sulle opportunità di lavoro per i giovani. Tanto bisogno di assistenza, per orientarsi in uno Stato sociale sempre più avaro e non agevole da fruire, tanta preoccupazione del presente, tanti timori per il lavoro che non c’è, tanta ansia per l’avvenire dei figli. Ed è proprio ai figli delle lavoratrici e dei lavoratori, agli studenti, a quelli che aspettano di entrare nel mondo del lavoro o che ci sono entrati – ma all’insegna della più assoluta precarietà – che l’anno scorso la CGIL ha dedicato la Giornata della tutela individuale. Avevamo scelto di rivolgerci a loro per spiegare che qualche opportunità che li potesse riguardare, nonostante tutto, c’era nel nostro sistema di welfare e che i servizi e le tutele della CGIL erano pronti a fornire l’informazione giusta e a dare validi consigli sul lavoro e su
come realizzare il proprio progetto professionale. Considerando che la crisi – tutt’altro dall’essere scongiurata e, soprattutto, mai gestita – ha accentuato le gravi difficoltà del nostro Paese, è evidente come ancora una volta siano stati i giovani a pagare il prezzo più alto. Ed ecco perché vogliamo, anche quest’anno, svolgere un pressing in loro favore, caratterizzando così la terza Giornata delle tutela individuale. Ma al di là dell’opera d’informazione che faremo, non solo nei confronti dei giovani ma di tutta la popolazione – distribuendo materiali, guide e attraverso incontri con gli operatori dei servizi – il 9 ottobre la CGIL vuole anche lanciare un segnale forte al governo e alle forze politiche. Chiederemo che si arresti il progressivo smantellamento dello Stato sociale, unitamente alla riduzione dei diritti. Ribadiremo con forza un netto e chiaro No alla vergognosa operazione che il Parlamento sta compiendo sul disegno di legge, ormai noto come il “Collegato lavoro”. Un provvedimento con il quale i giovani e i precari, dapprima, sarebbero chiamati all’atto dell’assunzione, attraverso la certificazione, a rinunciare ai diritti sanciti dai contratti nazionali di lavoro e in seguito, potrebbero vedere preclusa per sempre, in caso di contenzioso con l’azienda, la possibilità
di difendere davanti al giudice i propri diritti. La CGIL farà di tutto perché si eviti questa mostruosità politica e giuridica e la impugnerà in tutte le sedi. Noi raccomandiamo intanto ai giovani che hanno un rapporto di lavoro in essere, di recarsi presso gli Uffici vertenze e legali della CGIL per controllare la correttezza del loro contratto. Oltre a ricordare l’appuntamento per sabato 9 ottobre nei luoghi che verranno indicati dalle Camere del lavoro della CGIL, raccomandiamo di essere presenti in tanti, per rivendicare l’urgenza di fare investimenti, di non tagliare le tutele con leggi e decreti, di fermare il declino della scuola e della formazione dei nostri giovani, perché venga restituita a questa generazione la speranza di condizioni di vita accettabili.