La Cgil non si fida: è peggio di prima

05/03/2002
La Stampa web







(Del 5/3/2002 Sezione: Economia Pag. 6)
La Cgil non si fida: è peggio di prima
Epifani: «Basta trucchi, il governo faccia un passo decisivo»

TORINO

O c´è lo stralcio delle modifiche all´articolo 18 o quelle di Maroni non sono aperture, anzi il governo potrebbe persino aver peggiorato la sua posizione annunciando che interverrà comunque sull´articolo 18. Insomma la Cgil – che sta girando a mille per preparare la manifestazione del 23 marzo e lo sciopero generale del 5 aprile – non si commuove più di tanto alla parole del ministro del Welfare al congresso della Uil. Non le saluta come un mutamento di scenario e ribadisce che senza la rimozione di quel problema la situazione rimane imballata. Il segretario generale, Sergio Cofferati, Maroni non l´ha ascoltato e non commenta le parole del ministro; parlerà oggi a Lingotto e spiegherà la sua posizione a una platea che ha applaudito Angeletti quando ha rimbrottato la Cgil per aver deciso di scioperare da sola, ma che gli ha anche tributato una ovazione quando ha detto che l´articolo 18 «non si tocca». Ma all´assemblea alla «sua» Pirelli, a Settimo nel primo pomeriggio – dove è stato festeggiato da tanti «vecchi delegati» che erano con lui nel consiglio di fabbrica prima che diventasse segretario dei chimici e dove ha ribadito che alla scadenza del mandato tornerà alla Bicocca a lavorare – Cofferati era stato chiarissimo: il problema non è solo l´attacco all´articolo 18, ma anche il fisco «che penalizza i lavoratori dipendenti» e la previdenza che, con la decontribuzione per i nuovi assunti, «manda in difficoltà il sistema pensionistico e taglia le pensioni future». A Lingotto a sentire Maroni è rimasto il vicesegretario Guglielmo Epifani che, parlando con i giornalisti, è chiarissimo: «Quella del ministro è la prima presa d´atto timida delle ragioni e della forza della nostra posizione che poi vuol dire quella della stragrande maggioranza dei lavoratori e dei cittadini italiani. Solo che non basta perché il governo non può apparire e scomparire a seconda delle convenienze». E aggiunge: «Il governo ha il dovere di fare il passo decisivo. Cioè di operare lo stralcio dell´articolo 18 e dell´arbitrato dalla legge delega. Questo consentirebbe una pienezza del tavolo al quale a questo punto anche la Cgil potrebbe partecipare». In sostanza la Cgil punta a che «il governo decida di non procedere, di stralciare queste cose in modo che la trattativa possa essere una trattativa alla pari senza condizionamenti e senza possibilità di interventi alla fine». Accanto a Epifani al congresso della Uil c´è il segretario confederale Cgil e responsabile delle politiche europee della confederazione, Walter Cerfeda, che non lesina un commento, anche se ancora interlocutorio: «E´ difficile capire che cosa voglia dire Maroni». Analizza: «Si tratta di una cosa logica e comprensibile se il ministro ha preso atto dell´indisponibilità dei sindacati a modifiche e si riappropria della sua autonomia di decisione». Però si interroga: «Ma vuol dire che si torna al testo della delega? Si scioglierebbe un problema, rendendo più chiaro lo scontro tra governo e sindacati; non sarebbe però la soluzione del problema».

m. cas.




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