La Cgil: in piazza per la pace, ma non sfileremo

25/05/2004

25 maggio 2004

A ROMA
La Cgil: in piazza per la pace, ma non sfileremo

    (enr. ma.)
    In piazza sì, nel corteo no. È questo l’orientamento della Cgil sulla partecipazione alla manifestazione del 4 giugno a Roma contro la guerra in Iraq, proprio mentre il presidente degli Stati Uniti, George Bush, sarà nella capitale italiana. La manifestazione è promossa dal «Comitato fermiamo la guerra», al quale aderiscono associazioni pacifiste, cattoliche, no global, disobbedienti e centri sociali. E anche la Tavola della pace, animata, fra gli altri, da Cgil, Cisl e Uil. Spiega Mauro Guzzonato, segretario organizzativo della Cgil: «Credo che saremo presenti nella piazza (piazzale dei Partigiani, dove si concluderà la manifestazione, ndr ) e forse anche a un’iniziativa al chiuso la mattina (probabilmente al Teatro Brancaccio, ndr ). Abbiamo invece grosse perplessità sul corteo, anche per il rischio di provocazioni». In ogni caso, precisa Guzzonato, «la Cgil ci tiene a distinguere le iniziative contro la politica dell’amministrazione Bush dalle celebrazioni per i 60 anni dalla Liberazione». Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom-Cgil (metalmeccanici), propone di «appendere la bandiera della pace in tutte le fabbriche». Piergiorgio Tiboni (Cub) esclude scioperi dei Cobas il 4 giugno: «Abbiamo già fatto uno sciopero generale contro la guerra». Ma garantisce il sostegno alla manifestazione.


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