La Cgil in piazza «per i diritti»

25/03/2002





Oggi a Roma attese un milione di persone per manifestare anche contro i terroristi
La Cgil in piazza «per i diritti»
ROMA – È tutto pronto per la grande manifestazione della Cgil che occuperà la capitale questa mattina. Sono attese moltissime persone, più del milione previste, forse anche un milione e duecentomila. Decine di treni, migliaia di pullman, perfino due navi porteranno a Roma una grande folla per questa grande manifestazione indetta per protestare contro il terrorismo, per la democrazia e contro le decisioni del Governo in tema di lavoro. «Sono sicuro che si tratterà di una giornata serena», ha dichiarato il prefetto Emilio Del Mese. E questo ha voluto fose la Cgil, tanto più dopo l’efferata uccisione di Marco Biagi. Doveva essere una grande festa dei diritti, inizialmente. Così l’aveva organizzata la Cgil, per mostrare il volto sereno e pacato del sindacato. Ma quel tragico e sconsiderato gesto ha costretto la Cgil a cambiare l’anima dell’iniziativa. Via la festa, allora, via la musica, ma ferma la riprovazioone democratica del terrorismo, che è il contrario dell’atto sindacale, che è invece rappresentanza pacifica degli interessi dei lavoratori. La manifestazione ha così cambiato natura, ma resta un’adunata imponente di persone, come non se ne era forse vista mai a Roma. La città sarà attraversata da sei cortei, che per un percorso vario, dai tre ai sei chilometri, convergeranno al Circo Massimo, lo spazio dove forse a Roma è possibile riunire più persone. Il palco sarà uno solo, non tre come era previsto prima che la festa fosse derubricata. I comizi cominceranno alle 12, Sergio Cofferati comincerà il suo discorso alle 13 ed è previsto che parli per un’ora. Poi il popolo Cgil si disperderà nella città. I cortei e poi i comizi saranno seguiti da uno stuolo di registi, ben 44, che gireranno spezzoni di un film sotto la direzione di Citto Maselli. Imponenti naturalmente le misure di sicurezza, sia pubbliche che del sindacato. La Questura di Roma ha rafforzato tutti i dispositivi di sicurezza per evitare spiacevoli sorprese, soprattutto infiltrazioni di movimenti estranei al mondo del lavoro. Ci saranno anche reparti antisommossa, unità cinofile antidroga e antimine. Tutti i percorsi dei cortei e naturalmente l’area del Circo Massimo saranno piantonati nella notte e per questo sono stati portati via i cassonetti dei rifiuti, per impedire sorprese. La manifestazione, è noto, è della sola Cgil. Cisl e Uil non parteciperanno. La Cisl nei giorni scorsi ha anche criticato l’inizativa che, ha detto Savino Pezzotta, il segretario generale Cisl, allontana ancora l’unità sindacale. La Cgil, subito dopo la morte di Marco Biagi, aveva offerto alle altre due confederazioni di annullare la manifestazione e subito riconvocarla tutti assieme per esprimere l’orrore nei confronti del terrorismo. Cisl e Uil però non hanno voluto, nella considerazione che si trattava di una iniziativa targata con troppa evidenza dal sindacato di Sergio Cofferati. Per questo è stata prevista un’altra manifestazione, però unitaria, per il pomeriggio di mercoledì della prossima settimana. Saranno presenti invece personalità politiche del Centro-sinistra e anche esponenti dei diversi movimenti che in queste ultime settimane hanno rimesso in gioco l’espressione della sinistra non politica. Con lo striscione «Mille girotondi per la democrazia» ci saranno tra gli altri Nanni Moretti, Antonio Tabucchi, Andrea Camilleri, Sergio Staino. E ci saranno anche i «no global», che gli uomini della Cgil non hanno voluto far parlare dal palco, per non dare un carattere differente da quello voluto alla loro manifestazione. Con Fausto Bertinotti, che li accompagnerà, ci saranno Luca Cesarini, Vittorio Agnoletto, Francesco Caruso, Daniele Farina e poi giovani dei centri sociali, associazioni di base, Cobas. Partecipando in tv a «Il Fatto» di Enzo Biagi ieri sera il segretario generale della Cgil ha spiegato ancora una volta i motivi della manifestazione, ribadendo la disponibilità al dialogo e al confronto sua e della Cgil. A Biagi che gli chiedeva il perché dell’imbarbarimento del clima politico, Cofferati ha detto che purtroppo «molti non rispettano le regole della convivenza, non accettano che alcune dinamiche siano considerate fisiologiche».
Massimo Mascini

Sabato 23 Marzo 2002