La Cgil in piazza: “Il futuro è dei giovani”. Esordio da segretario per la Camusso

26/11/2010

Quaranta giorni dopo la riuscita manifestazione della Fiom, stavolta tocca a tutta la Cgil. Domani a Roma il sindacato di Corso Italia scende in piazza con lo slogan "Il futuro è dei giovani. Più diritti e più democrazia". Un appuntamento che cade a puntino con le proteste studentesche di questi giorni in tutta Italia contro la riforma Gelmini. E sarà la prima volta in veste di segretario generale per Susanna Camusso, eletta lo scorso 3 novembre e succeduta a Guglielmo Epifani: come da tradizione sarà lei a chiudere la manifestazione con il comizio in piazza San Giovanni.

Due cortei - Nella Capitale è previsto l’arrivo di 2.100 pullman e 13 treni speciali. I cortei sono due, entrambi partenza prevista alle ore 10: uno da piazza dei Partigiani e l’altro da piazza della Repubblica; poi confluiranno davanti al palco piazzato accanto alla basilica. Parleranno i rappresentanti "di lotta" degli alluvionati del Veneto, dei migranti di Brescia, degli operai Fiat, dei precari della pubblica amministrazione. Ci sarà anche un messaggio di una donna afghana e tra un intervento e l’altro suoneranno i Modena City Ramblers e Eugenio Bennato.

No ai numeri
- La novità è che probabilmente a fine manifestazione non ci sarà il solito teatrino della guerra dei numeri tra organizzatori e questura. La Camusso ha annunciato che la Cgil il numero dei partecipanti non lo darà: "Non parteciperemo a questa sorta di circo Barnum che svalorizza quello che c’è. Credo che tutti avranno modo di vedere quanti saremo in piazza senza per questo partecipare a questa sorta di Enalotto sindacale".

Contro il governo – La linea impressa al sindacato dal nuovo segretario rispetto alle politiche dell’esecutivo ricalca quella di Epifani, cioè di forte critica. Governo che "nei due anni trascorsi della crisi economica non si è preoccupato né dell’emergenza occupazionale, né del rilancio del sistema produttivo, l’unica azione avanzata è stato il sistematico attacco ai diritti del lavoro". Cosa serve adesso? "Una nuova agenda politica che individui un futuro che al momento non vediamo perchè manca una prospettiva fondata sul lavoro e che sta creando, sulle spalle dei giovani, solo un grande debito per l’avvenire".

Ipotesi sciopero generale – A seconda di quello che sarà il responso della piazza il direttivo della Cgil deciderà se dare corda o meno alla Fiom di Maurizio Landini che da tempo chiede a gran voce la proclamazione dello sciopero generale. La Camusso è possibilista, anche se ha ricordato che "quest’anno abbiamo già fatto tre scioperi generali, uno strumento che va usato con grande prudenza perchè sappiamo quali sacrifici rappresenti per i lavoratori in questa difficile fase".

La sinistra in piazza – La politica, in tutto questo, va a rimorchio. I partiti che aderiscono ufficialmente sono Sinistra Ecologia e Libertà, Italia dei Valori e Federazione della Sinistra. Vendola che da tempo miete consensi tra quadri, militanti e semplici iscritti del sindacato. Di Pietro che da un paio d’anni a questa parte ha impresso una forte impronta laburista al suo movimento. Una vetrina da non perdere per Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani. Il Pd no, non aderisce, ma saranno diversi i singoli rappresentanti, specialmente gli ex Ds, che sfileranno nei due cortei. Tra le associazioni che hanno aderito, quelle degli studenti, l’Anpi, l’Arci e la Trades Union inglese.