La Cgil: il premier ha offeso la storia del sindacato

04/07/2002




retroscena
Roberto Giovannini
(Del 4/7/2002 Sezione: Interni Pag. 6)
CRITICHE ASPRE, ANCHE SE LO STAFF DEL SEGRETARIO AMMETTE: «POTEVA ANDARE PEGGIO»
La Cgil: il premier ha offeso la storia del sindacato
fatta da Rutelli, silenzio invece sull´intervento di Massimo D´Alema

ROMA

POTEVA andare peggio». Lo staff di Sergio Cofferati sin dalla mattinata si stava attrezzando all´offensiva di Silvio Berlusconi. Dall´intervento in aula di Silvio Berlusconi sul caso Biagi-Scajola ci si attendeva un attacco ancora più veemente e personale. Ma anche se «poteva andare peggio», per lo stato maggiore Cgil le dure e polemiche parole del presidente del Consiglio appaiono di una gravità inaudita. Cofferati ha potuto ascoltare solo la seconda parte del discorso di Berlusconi: proprio mentre il premier gli stava lanciando gravi accuse il sindacalista stava intervenendo a un dibattito a Serravalle, vicino Pistoia. Poi, salito in macchina, ha ascoltato per radio la parte finale dell´intervento di Berlusconi. E tra gli interventi di replica dei vari leader politici, ha manifestato grande apprezzamento per l´appassionata difesa della Cgil e del suo segretario espressa da Francesco Rutelli per conto della Margherita. Nessun commento – un silenzio che dice molte cose – sul discorso del presidente Ds Massimo D´Alema. La replica ufficiale del sindacato di Corso d´Italia è stata affidata al vicesegretario (e futuro numero uno) Guglielmo Epifani. «Il discorso di Berlusconi – ha dichiarato Epifani – contiene delle frasi inaccettabili e gravi per tutta la Cgil, i suoi quadri, i suoi militanti». Per il successore di Cofferati, «strumentalizzare, come si è fatto una limpida e coerente posizione di critica sindacale sui contenuti delle politiche sociali e di riordino del mercato del lavoro, fatta in difesa dei diritti dei lavoratori, rappresenta una evidente falsificazione della verità, una inaccettabile riduzione della libertà di opinione e di critica, un ingiustificato attacco alla Cgil e al suo segretario generale». Una offesa alla storia della Cgil, al suo impegno per la democrazia e contro il terrorismo, ma anche la conferma che Berlusconi «prosegue una intollerabile campagna contro la Cgil che fa seguito agli interventi dei suoi ministri e di esponenti del suo schieramento. La Cgil – è la conclusione di Epifani – proseguirà il suo impegno in difesa dei diritti dei lavoratori, forte del consenso e del mandato ricevuto, e proseguirà come sempre la sua azione in un corretto clima dei rapporti tra le parti sociali».
La notizia delle dimissioni di Claudio Scajola, Cofferati l´ha appresa nel corso dell´assemblea nazionale dei delegati della Fiom, a Firenze. Notizia accolta con un vero e proprio boato di applausi dai militanti presenti. Concludendo l´assemblea – che si è tenuta proprio alla vigilia dell´incontro a Palazzo Chigi di oggi, in cui il governo tenterà l´affondo per la firma del «patto sociale» che la Cgil contesterà con nuove mobilitazioni – Cofferati ha chiarito di attendersi nei giorni a venire una nuova fase di tensioni e di attacchi. «Nei confronti della Cgil e del suo segretario generale – ha detto – siamo di fronte ad un attacco ripetuto, pesante e volgare. Un attacco ben lontano da interrompersi e che proseguirà, anche più aspro, violento e immotivato. Un´aggressione che mira a nascondere i limiti e le manchevolezze di un governo che non sa mantenere le promesse che ha fatto». La ricetta per reggere alla bufera è fatta di «grande fermezza, pacatezza nella discussione e rigore nei comportamenti, ma senza mai farsi intimidire: vale per me, vale per tutti, anche nei luoghi di lavoro». A cominciare dal confronto sul Dpef e il mercato del lavoro, in cui «Cisl e Uil stanno facendo un grave errore che porterà a una scelta che comporterà inevitabilmente anche la modifica dell’articolo 18».
Nel pomeriggio Cofferati è andato a Serravalle, in provincia di Pistoia. Nel corso del dibattito, proprio mentre in contemporanea alla Camera Silvio Berlusconi stava informando i deputati sulla conclusione del caso Scajola, il leader Cgil ha detto che «chi dice che bisogna abbassare i toni sono quei signori che hanno definito vacanzieri i tre milioni di cittadini che sono venuti a Roma il 23 marzo». E riferendosi a coloro che chiedono di abbassare i toni, ha affermato che «loro sono quelli che hanno accusato di violenza un’organizzazione che ha sempre combattuto a viso aperto il terrorismo. Sono state dette cose molto gravi e noi abbiamo replicato con un atteggiamento pacato e sereno, nonostante gli attacchi portati alla classe dirigente del sindacato». Poi, in macchina verso Roma. Ascoltando la radio e studiando le prossime mosse.