La Cgil ha deciso: sciopero generale il 21 febbraio

14/01/2003



14/1/2003

        QUATTRO ORE DI STOP «CONTRO IL DECLINO DI PAESE E SISTEMA PRODUTTIVO». LA DECISIONE VERRA´ FORMALIZZATA OGGI
        La Cgil ha deciso: sciopero generale il 21 febbraio
        Epifani proporrà a Cisl e Uil un´azione unitaria, ma il rifiuto è scontato

        ROMA
        Torna gelido il clima dei rapporti tra Cgil-Cisl-Uil. Immediatamente a ridosso della rottura tra i sindacati di categoria in merito alla vertenza Fiat, ieri il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha proposto al parlamentino della sua organizzazione di proclamare uno sciopero generale di quattro ore di tutti i lavoratori dell´industria per il 21 febbraio: obiettivo, mobilitarsi per contrastare «il declino del paese e del nostro sistema produttivo, di cui la vicenda Fiat è l´emblema». Una proposta che dovrebbe essere formalmente formulata a Cisl e Uil, ma Epifani considera scontata la risposta negativa delle organizzazioni di Pezzotta e Angeletti. E dunque, a meno di sorprese, il 21 del prossimo mese sarà la Cgil – ancora una volta da sola – a rinnovare la prova di forza col governo e gli imprenditori. A seguire, il 15 marzo si terrà a Milano una maximanifestazione «in difesa dei diritti del lavoro e dei diritti di cittadinanza», seguita il 12 aprile da un´altra, stavolta a Roma, «in difesa della scuola pubblica». La decisione verrà formalizzata solo oggi dal Direttivo della Cgil, e sempre formalmente si attende una replica delle altre confederazioni, ma per come si sono messe le cose è scontato che la Cgil andrà avanti da sola. Da molte settimane, infatti, il sindacato di Corso d´Italia aveva proposto a Cisl e Uil di mettere a punto una piattaforma e iniziative di lotta sui temi della crisi industriale, ricevendo repliche decisamente fredde. E a nulla è servita l´iniziativa del numero uno della Uil Luigi Angeletti, che nei giorni scorsi aveva scritto ai suoi colleghi di Cgil e Uil chiedendo di concordare un incontro per fare il punto della situazione. Ad Angeletti, Epifani e Pezzotta avevano confermato la disponibilità all´incontro. Ma nel weekend, dopo aver soppesato i pro e i contro di un´eventuale «forzatura», il segretario generale della Cgil si è convinto che le risposte interlocutorie se non già chiaramente negative fin qui giunte da Cisl e Uil sulla proposta di azione comune in realtà nascondevano una esplicita volontà di non andare allo sciopero. E che comunque la Cgil non può permettersi di «allentare la presa». In casa Cgil si cerca di minimizzare la portata della nuova rottura con Cisl e Uil: in fondo anche nel 2002 si giunse allo sciopero unitario dopo che inizialmente era stata la sola Cgil a proclamarlo. E poi, si tratta solo di «un rafforzamento di quel lavoro che unitariamente molti territori e molte categorie stanno portando avanti». Epifani ieri ha ricordato che «più volte abbiamo chiesto a Cisl e Uil di assumere una iniziativa congiunta, per preparare insieme una piattaforma e per sostenerla con la mobilitazione e la lotta. Ho letto sui giornali che la Cisl si è dichiarata contraria ad uno sciopero "preventivo", dalla Uil non è giunta nessuna indicazione netta. A questo punto spetta a noi assumere un orientamento». Sulle motivazioni della protesta, Epifani sottolinea che «non è con gli strumenti messi in campo dal governo che si rilancia la competitività nel nostro paese», minacciato invece da un incipiente declino industriale. Al centro, poi, anche le pensioni, con il «no» a disincentivi a danno dei lavoratori. Durissimo il commento del leader cislino Savino Pezzotta. «Mi sembra una delle solite forzature – afferma – bisogna fare sulla situazione economica industriale un’analisi attenta, vedere se ne condividiamo le motivazioni, preparare se possibile un orientamento unitario. Bisogna – aggiunge Pezzotta – aprire un confronto con le nostre controparti, con il governo e gli imprenditori dopodiché sulla base delle risposte decideremo che cosa fare». Ma ormai, Pezzotta definisce «non più opportuno» l´incontro tra i tre segretari generali. Per la Uil, parla il segretario confederale Antonio Foccillo: «Le scelte che la Cgil continua a fare, sia con le continue ed unilaterali invocazioni di sciopero generale come quello proposto per l’industria, sia con alcune iniziative su tematiche particolari, sembrano confermare la volontà da parte di questa organizzazione di fare da sola». Scontata la reazione negativa di Confindustria. Il direttore generale Stefano Parisi parla di «sciopero inutile, che impegna i lavoratori inutilmente e che si si rivela anche di scarso successo. E’ un peccato che la Cgil continui a sprecare le sue risorse così invece di discutere sui problemi veri del paese». Infine, il ministro del Welfare Roberto Maroni: «È l´esercizio di una pregiudiziale politica-ideologica contro il governo, ma anche contro la Fiat e contro gli altri sindacati».

        Roberto Giovannini