«La Cgil gonfia i dati dei votanti, come il premier»

23/02/2010

ROMA — L’accusa è di quelle che non può lasciare indifferente. Tantomeno un leader come Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, paragonato nel caso specifico al presidente Silvio Berlusconi, poiché reo di «gonfiare i dati» di partecipazione al voto precongressuale come il premier farebbe con i suoi sostenitori.
L’accostamento è di un provocatore nato: Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom e tra primi i firmatari della mozione che, al congresso che si celebrerà a maggio prossimo, si oppone a quella di Epifani. I due schieramenti se ne sono già dette di tutti i colori sulle nuove modalità di elezione dei delegati, contestate dalla minoranza poiché, dando più peso specifico agli iscritti-pensionati, assicurerebbero la vittoria del segretario uscente. Ne è sorta una querelle sulla rappresentatività sindacale cui non si è sottratto il leader che ha chiesto di affrontare il tema della conta degli iscritti. E sul punto non si esclude un avvio di dialogo con Cisl e Uil.
Tanto non è bastato a Cremaschi. Di fronte all’annullamento del voto, a lui favorevole, alla Fiat di Termini Imerese e agli ultimi risultati di voto, è sbottato: «Ha iniziato Berlusconi a gonfiare i dati di partecipazione con la manifestazione di piazza San Giovanni contro il governo Prodi e questa malattia è entrata anche nella Cgil». Secondo Cremaschi non è possibile che la Fiom abbia portato al voto il 55% degli iscritti, «pochi, a causa delle tante situazioni di crisi», mentre «certe categorie, come gli edili e il commercio, in situazioni ancora più difficili» hanno partecipato al voto «con quote prossime all’80% e con percentuali, per inciso, bulgare» in favore di Epifani. E il confronto è appena iniziato.