La Cgil frena sull’intesa complessiva

21/06/2007
    giovedì 21 giugno 2007

    Pagina 5 – In primo piano

    La Cgil frena sull’intesa complessiva: prima il parere vincolante dei lavoratori

      Anche un pacchetto-giovani da 600 milioni

        Giorgio Pogliotti

        ROMA
        Un pacchetto di misure a favore dei giovani finanziato con 600 milioni dell’extragettito. Per garantire il cumulo di tutti i periodi di contribuzione, rendere meno oneroso il riscatto della laurea, aumentare l’aliquota dei parasubordinati, riconoscere la contribuzione figurativa piena sui periodi coperti da disoccupazione, favorendo l’occupazione attraverso fondi di rotazione. Con un nuovo sistema di ammortizzatori sociali per portare l’indennità di disoccupazione dal 50 al 60%, modifiche alla legge Biagi (abrogazione dello staff-leasing e del lavoro a chiamata) e nuovi limiti alla reiterazione dei contratti a termine per evitare abusi.

        Sono le priorità del piano elaborato dal ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che il Governo presenterà oggi alle parti sociali al tavolo di Palazzo Chigi in vista del Dpef. Ma a frenare l’ottimismo manifestato dalla Cisl in occasione del vertice di martedì scorso, è intervenuta la Cgil con una nota per ricordare che la trattativa è «ancora tutta aperta» ed è necessario richiedere il «parere vincolante» di lavoratori e pensionati prima di firmare l’eventuale intesa. La Cgil teme di essere scavalcata a sinistra da Rifondazione, tant’è che il sindacato di Corso d’Italia chiede che prima della firma dei sindacati, sia il consiglio dei ministri a dare l’avallo all’eventuale accordo e, se serve, a recepirlo con un decreto.

        Ma tormniamo al piano del ministro Damiano su cui ieri si sono svolti incontri riservati con le parti sociali al dicastero del Lavoro. Su diversi punti le posizioni restano assai distanti (la revisione di alcuni istituti della legge Biagi anzitutto) ed è probabile che un pacchetto di misure urgenti possa essere d’immediata applicazione nell’accordo con le parti sociali, mentre altre potrebbero richiedere ulteriori approfondimenti (riforma complessiva degli ammortizzatori sociali).

        Sul versante previdenziale verranno modificate le regole per consentire di totalizzare i contributi in un’unica posizione, con l’obiettivo di eliminare gli ostacoli che impediscono di sommare le contribuzioni a prescindere dal fondo o cassa nella quale si è versato. Si prevedono nuove regole sul riscatto della laurea, che diventerà meno costoso consentendo ai giovani di aumentare la propria anzianità contributiva e il proprio montante contributivo di 5 anni. Per il sistema contributivo sarà un sistema innovativo, per quello misto si prevede l’applicazione di nuove tariffe di riscatto con la possibilità di rateizzazione molto lunga (senza interessi sui versamenti). Un altro punto del piano è l’aumento dell’aliquota dei parasubordinati che dal 23% verrebbe portata progressivamente al 27%. In tema di welfare, per tutti i periodi coperti dalla nuova indennità di disoccupazione, è prevista la copertura figurativa piena ai fini previdenziali. Verranno potenziati i servizi per l’impiego e le politiche attive del lavoro per legare l’erogazione dell’indennità a progetti formativi e di inserimento lavorativo.

        Con la destinazione di risorse una tantum è prevista la creazione di fondi di ritazione per l’accesso al credito. I parasubordinati (in via esclusiva) potranno accedere a un credito pari alla metà del reddito da collaborazione maturato nell’anno precedente (con un massimo di 600 euro mensili, restituibili in 12/24 mesi). Un fondo sarà d’incentivo alle attività dei giovani sul proprio territorio. È prevista, infine, una ripresa del prestito d’onore, eliminando il contributo a fondo perduto.