La Cgil del Nord cambia faccia

31/01/2001

Logo Repubblica.it

Pagina 37
La Cgil del Nord cambia faccia
Tra gli iscritti aumentano gli extracomunitari, più servizi e meno industria
IL CASO


MILANO — Cambia pelle la Cgil nel Nord. E cresce il numero degli iscritti fra gli extracomunitari, il popolo delle partita Iva, i servizi. In lieve riduzione, invece, la presenza nell’industra mentre continuano a infoltirsi le schiere dei pensionati. La prova del nove di questa mutazione, in corso un po’ in tutta la Padania è fornita dal tesseramento della Cgil della Lombardia, la maggiore organizzazione territoriale della Confederazione. La stessa Cgil lombarda che nel 2000 ha raggiunto 858.734 iscritti, oltre 14.000 in più rispetto al ‘99.
Certo, in Lombardia i lavoratori attivi aumentano di sole 2000 unità (ma è il risultato migliore degli ultimi dieci anni). Mentre i pensionati sono cresciuti del 2,9 per cento fino a rappresentare il 52,8 per cento del totale. Tuttavia da un anno all’altro si rileva un fortissimo rimescolamento di carte: 106 mila nuovi aderenti e 92 mila abbandoni. Una "mobilità" che ha contribuito a mutare sensibilmente il volto dell’organizzazione.
«Nel 2000 — osserva Mario Agostinelli, segretario della Cgil lombarda — la composizione dei nostri iscritti si è avvicinata moltissimo alla struttura del mondo del lavoro». Lo conferma, ad esempio, il balzo nelle adesioni degli extracomunitari passati da 3.600 a 11 mila iscritti. E lo certifica l’incremento di tesserati nel popolo delle partite Iva i cosiddetti "parasubordinati" aumentati da 900 a quasi 2000 unità.
Mentre s’irrobustisce la presenza del sindacato nei servizi (+4,7 per cento nella scuola; +4 per cento nel commercio; +1 per cento nei trasporti) diminuisce, in sintonia con quanto avviene nel mondo del lavoro, il "peso" di alcune categoria industriali. Emblematico il caso dei metalmeccanici in calo di un punto con un migliaio di aderenti in meno. Al contrario si registra una piccola crescita nel settore chimico.
(g.lon.)